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Volentieri pubblichiamo questo contributo di Irene Ranaldi, dottore in Teoria e Analisi Qualitativa alla Facoltà di Sociologia, Sapienza Università di Roma, che si occupa attivamente di identità urbane in movimento e gentrification.

Jane Jacob Walk 2013, New York (foto: Irene Ranaldi)

Jane Jacob Walk 2013, New York (foto: Irene Ranaldi)

Passeggiando per New York ci si rende conto di come la città sia stratificata, tra continue demolizioni e rinnovamenti e al tempo stesso appaia vecchia e retrò, come le guglie in stile art decò di alcuni suoi grattacieli e le insegne di barberie e gastronomie che sembrano ferme alla prima metà del Novecento.

Gli strati culturali, etnici, urbanistici di New York si percepiscono ancora di più visitando gli altri distretti di cui la città è composta, uscendo fuori da una logica turistica che solitamente è Manhattan-centrica e, soprattutto, è shopping-centrica.

Uno degli altri stereotipi di cui soffre New York è che essa sia una “città verticale” perché l’immagine dei suoi imponenti skyscrapers rimandata dal cinema, ha contribuito al formarsi, nella mente di molti, l’idea di una città come un continuum di grattacieli.

Tuttavia, ad una visita più approfondita e fuori dalla passeggiata tra le ordalie turistiche mescolate a finanzieri di Wall Street, donne delle pulizie messicane, coppie di amanti black e asiatiche come solo qui, incontrate tra Times Square e Lower Manhattan, la città offre passeggiate orizzontali uniche come unica può essere l’esperienza di camminare su una vecchia linea ferroviaria sopraelevata trasformata in giardino e orto urbano (visitare http://www.thehighline.org/)  oppure salire sulla mitica linea 7 della metropolitana che collega il variegato mondo del Queens con Manhattan: come fare un viaggio direttamente nell’arcobaleno dei mille popoli che abitano il nostro pianeta.

Jane Jacob Walk 2013, New York (foto: Irene Ranaldi)

Jane Jacob Walk 2013, New York (foto: Irene Ranaldi)

Attraversando queste due linee orizzontali immaginarie, la 7th line della metropolitana e l’high line, possiamo compiere un viaggio nella città completamente diverso dal solito ed imbatterci nei moltissimi “community garden” esistenti.

La prassi del “community garden”: è nata come una azione collettiva di appropriazione dello spazio pubblico urbano.  Un giardino condiviso può essere lo spunto per fare altro: un luogo di incontro, far giocare i bimbi, avere un po’ di relax, praticare uno sport all’aperto, fare attività culturali, imparare una lingua, fare giardinaggio, coltivare un orto per l’autoconsumo, fare volontariato sociale o educazione ambientale. Il giardino condiviso può essere il fulcro di una comunità delineando nuovi modi di vivere la città.

Gli orti e i giardini condivisi possono contribuire alla conservazione del paesaggio attraverso il presidio del territorio che genera quindi sicurezza, allo sviluppo sostenibile attraverso la diffusione di pratiche quali le coltivazioni biologiche, l’educazione ambientale degli adulti e dei più piccoli, la diffusione di buone pratiche come il compostaggio e il riciclo dei materiali ecc.

Possono inoltre rappresentare delle efficaci armi contro lo scadimento della città a uno suo uso puramente consumistico. Su questi temi ha scritto molto, tra gli altri, la sociologa Sharon Zukin, docente di sociologia al Brooklyn College e al CUNY (City University of New York). E’ autrice di diversi libri e osservatrice delle culture e dei consumi culturali urbani connessi ai cambiamenti economici e sociali nella città.

L’ultimo libro della Zukin, Naked City. The death and life of authentic urban places, New York: Oxford University Press,

Jane Jacob Walk 2013, New York (foto: Irene Ranaldi)

Jane Jacob Walk 2013, New York (foto: Irene Ranaldi)

2010, appena tradotto in Italia, arriva poco dopo il 50° anniversario della pubblicazione dell’antropologa americana Jane Jacobs, The death and life of Great American Cities, New York: Random House, 1961, tradotto in Italia: vita e morte delle grandi città. Saggio sulle metropoli americane, Torino: Einaudi, 2009, uno degli studi più influenti del fenomeno urbano – non solo statunitense – negli ultimi anni.

Jane Jacobs (1916 – 2006) è stata un’antropologa e attivista statunitense naturalizzata canadese. Si trasferì infatti in Canada nel 1969 per la sua opposizione alla guerra del Vietnam. Le sue teorie hanno influito profondamente sui modelli di sviluppo urbano delle città nordamericane. La Jacobs criticò fermamente il modello di sviluppo delle città moderne e fu una sostenitrice del recupero a misura d’uomo dei nuclei urbani, enfatizzando il ruolo della strada, del distretto, dell’isolato, delle relazioni di vicinato e della densità, della eterogeneità dello stile degli edifici. Criticò la concezione della città come spazio costruito per essere attraversato dalle automobili e fu una tenace oppositrice di Robert Moses, denominato “the master builder” e paragonato al barone parigino Hausmmann per aver dotato di New York di grandi arterie stradali urbane e di ponti come il Trisborough Bridge (semplificato in “Triboro” secondo l’uso statunitense di abbreviare molte parole) che nel 1936 collegò Manhattan con il Bronx e il Queens. Una enorme mole di ristrutturazioni urbane che, inevitabilmente, cambiarono per sempre il volto di interi quartieri.

New York, the High Line, 2013 (foto: Irene Ranaldi)

New York, the High Line, 2013 (foto: Irene Ranaldi)

La Jacobs riuscì ad aggregare attorno a sé molti abitanti di vari quartieri, sia a Greenwich Village dove abitava sia nel bellissimo Lower East Side, il primo borough dove arrivavano gli immigrati dopo aver passato visita ad Ellis Island per andare a risiedere in condizioni malsane e in un inumano sovrappopolamento, nei “tenements”, grandi condomini-alveari.

La rivalità tra Jane Jacobs e Robert Moses è stata una vera e propria lotta per preservare l’anima della città, condotta attraverso “l’arma delle passeggiate” o quelli che oggi si chiamano flash mob se condotti a piedi o critical mass se in bicicletta oppure attraverso le green guerrillas, una forma di lotta che negli USA ha ormai più di quaranta anni e che consiste nell’occupazione e coltivazione a orto urbano o giardino di intere aree verdi abbandonate nei quartieri cittadini.

La Jacobs, forte del sostegno popolare, riuscì a bloccare il traffico che avrebbe attraversato il suo amato Washington Square Park nel Village e la costruzione della Lower Manhattan Expressway, una superstrada sopraelevata che avrebbe distrutto paesaggi urbani ormai entrati nel quotidiano dei newyorkesi e costretto allo sfollamento selvaggio migliaia di famiglie sfollate. Gentrification pura. Ha cambiato per sempre il modo in cui gli americani hanno capito la città. La sua storia ci ricorda il potere che abbiamo come individui di confrontarsi e di sfidare l’autorità precostituita, con le semplici armi dell’intelligenza e della protesta pacifica della camminata.

E’ per ricordarla che ogni anno una organizzazione non profit fondata nel 1893 – la Municipality Art Society www.mas.org – per promuovere, preservare e diffondere la sostenibilità ambientale e la diversità culturale e sociale dei quartieri newyorkesi, organizza una passeggiata nei luoghi in cui la Jacobs ha condotto, insieme a molti altri cittadini, le sue battaglie contro la speculazione edilizia.

Qui http://www.janejacobswalk.org/events/2013-events/ è possibile vedere la proposta dei molti itinerari che  sono stati percorsi quest’anno e a due dei quali, uno nel Lower East Side e uno a Brooklyn, ho partecipato. Una passeggiata critica e di testimonianza e un omaggio ad una donna che ha dimostrato quanto l’azione  individuale che si fa collettiva, possa davvero incidere sul cambiamento delle nostre città.

http://www.janejacobswalk.org/

 

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La APP di Appasseggio compie sei mesi di vita. Dopo i primi esperimenti su iPhone e iPad, è finalmente disponibile anche per smarthphone con sistema operativo Android. Si tratta di un utile strumento, piuttosto unico nel suo genere, che offre un catalogo di passeggiate culturali di diversa natura, che si arricchisce di mese in mese.

Ogni passeggiata è costituita da punti d’interesse georeferenziati, ai quali sono associate alcune risorse digitali (audio, testi, video, immagini) per mezzo delle quali l’utente interessato può approfondire le proprie curiosità, prima, dopo e durante la passeggiata.

Per poter fruire delle risorse digitali non è necessario essere connessi a Internet.  L’utente potrà previamente scaricare le risorse (tramite Wifi la funzionalità è più veloce) che a quel punto saranno accessibili sullo smarphone anche in assenza di connessione. E in un secondo tempo potranno essere cancellate per non appesantire la memoria del dispositivo.

Ma quali sono le specificità di APPasseggio APP?

  • è un’applicazione gratuita creata sulle esigenze dei Gowalker culturali. Le passeggiate virtuali nascono da passeggiate reali. Ogni itinerario viene testato da un gruppo di camminatori che suggeriscono le curiosità che desiderano soddisfare o arricchiscono la passeggiata con propri racconti. Ciò vuol dire che oltre ai luoghi e ai monumenti più noti e scontati, altri elementi del territorio, apparentemente insignificanti, diventano importanti perché raccontanto delle storie o provocano delle sensazioni.
  • si è cercato di creare un’applicazione facile, usabile e aggiornabile velocemente. La tecnologia attuale consente di realizzare prodotti sofisticati che permettono di fruire di realtà virtuale e ricostruzioni 3D. Ma noi non abbiamo fatto nulla di tutto ciò. Con le scarse risorse economiche a disposizione, essendo un’associazione culturale no profit, siamo partiti da un discorso più terra terra : siamo dei camminatori, ci troviamo di fronte a un luogo, un oggetto, un monumento, una statua, un albero, una targa… e vorremmo saperne qualcosa di più: le informazioni di base, una breve storia, un aneddoto, un’eventuale foto storica e cosi’ via. Purché, ovviamente, ciò che ci viene raccontato sia corretto. In fin dei conti, è la stessa cosa che facciamo durante un percorso con una guida cartacea tradizionale. La sfogliamo, cerchiamo il punto che ci interessa, leggiamo le informazioni di base, se siamo particolarmente interessati consultiamo il box di approfondimento, guardiamo le immagini. Attraverso l’APP possiamo fare le stesse cose, fruendo però anche di risorse digitali come audio e video non fruibili su carta e soprattutto georefenziate.
  • i contenuti sono realizzati da una redazione qualificata che seleziona i contenuti e le risorse digitali, pensandoli per essere fruiti dai gowalker c comunque vogliamo chiamarli (trekker, camminatori urbani, as if tourists…)

APPasseggio APP, quindi, vuole essere uno strumento virtuale di supporto a una comunità di utenti reali che amano arricchire le proprie conoscenze, camminando da soli o in compagnia.

Ogni itinerario, potenzialmente, è un percorso in progress, che si arricchisce via via di nuove risorse spesso realizzate con l’aiuto degli utenti.

Abbiamo già in catalogo una trentina di passeggiate che in breve tempo si raddoppierà.

Alcuni itinerari sono prodotti completamente all’interno dell’Associazione, altri sono realizzati in collaborazione con istituzioni pubbliche (comuni, biblioteche, soprintendenze, musei) e altre associazioni.

I manuali utente dell’APP, sia per iPhone sia per Android sono disponibili su:

http://www.appasseggio.it/index.php?it/113/app

APPasseggio verrà presentato da Maria Teresa Natale il prossimo 16 maggio in occasione dell’evento internazionale EVA Florence 2013, nell’ambito del workshop organizzato dal progetto CREATIVE “Internazionalizzazione e
localizzazione dei beni culturali digitali”, presso il PIN di Prato.

Programma del Workshop Creative

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Volentieri pubblichiamo questo contributo di Chiara Serenelli, presidente dell’Associazione Verdiana Network.

Ruminare, in città, ‘masticare’ lentamente e collettivamente le parole affinché un’idea, elaborata, diventi un’opportunità di progetto per la comunità locale.

Verdiana Network promuove su iniziativa propria, il ciclo delle RUMINANZE URBANE a Firenze, a partire dall’Affrico, il tributario di destra dell’Arno che scende dalle colline di Maiano, della cui presenza in città quasi non ci si accorge.

Panchina lungo l'Affrico

Panchina lungo l’Affrico

Le sue sorti, successive alla seconda guerra mondiale, sono state segnate dalla decisione di interrarne il corso dal Salviatino all’Arno, con un intervento che lo ha reso riconoscibile solo dalla striscia di aiuola inverdita che ne ricalca l’andamento lungo l’omonima via. Una fascia ‘verde’ che più che rappresentare un luogo pubblico, fa da spartitraffico ai viali che servono il quartiere di Campo di Marte.

Dallo scorso 17 aprile 2013 Verdiana suggerisce di concentrare qui l’attenzione verso lo spazio pubblico urbano, la sua importanza, il suo valore, l’uso e la gestione, con una serie di incontri periodici, aperti non solo ai soci, ma a chi, residente, curioso o passante, desidera fermarsi un po’ per “ruminare” idee e parole su un concetto molto teorizzato quanto scarsamente praticato. Di volta in volta i soci si spostano lungo la “via dell’Affrico”, alla ricerca di un punto in cui sostare tra un benzinaio e un supermercato, per presentare e discutere i propri progetti, ma anche per raccogliere le aspettative locali su un luogo fugacemente trafficato, trascurato e assai poco conosciuto.

Un pezzo di carta, un pennarello e una molletta sono i materiali messi a disposizione da Verdiana per scrivere o disegnare le proprie idee, non solo per segnalare gli aspetti critici di uno spazio ‘pubblico’, ma anche per fantasticare (e sperare) su nuovi progetti per un luogo della città dall’enorme potenziale sociale, culturale e storico.

Ruminanze lungo l'Affrico

Ruminanze lungo l’Affrico

Dalle memorie di Fabio Berti, autore di “La mia Africa sull’Affrico”, dove l’autore racconta dei vecchi esercizi commerciali e delle avventure che i bambini del Salviatino erano soliti vivere in tempo di guerra, facendo sembrare tutto un gioco anche quando non era tale, alle impressioni di chi oggi certe botteghe non le ricorda nemmeno, Verdiana cerca di ricostruire la storia di un pezzo di città, che lega il suo toponimo ai più disparati personaggi, da Giovanni Boccaccio a Vernon Lee, ma anche Gabriele D’Annunzio e Eleonora Duse. Così, dalla prima ruminanza, scopriamo che Cate immagina “un piccolo ma grande spazio dove potersi riunire per dare spazio alle sensazioni … naturali”, partendo da un aspetto molto contingente, lo sfalcio dell’erba; Alessandro ribadisce invece che “passeggiare e pedalare” sono “l’unico futuro per le città”. La signora Elda, con un consapevole quanto garbato tono di protesta, ci dice invece “che il sindaco venga a vedere. Che le aiuole vengano tenute meglio!”; mentre altri cercano “un luogo che sappia accogliere, che ispiri la sosta e non la fuga attraverso un arredo urbano che tuteli il verde ma che offra un sostegno all’incontro che sia quotidiano o in occasione di eventi particolari”, perché “troppe macchine e poco spazio verde”, secondo Adriana, rendono l’Affrico “solo un luogo di passaggio”, che non agevola la sosta e il dialogo. Chi pensa ad un “ritrovo fugace” o una sosta “con in nostri amici animali”, chi a un “luogo di relazione”, oltre che uno “spazio verde”, chi ancora osserva “i nidi sui pini dell’Affrico”, unico segno di una ‘sosta’ stagionale nel via-vai quotidiano.

locandina ruminanzaIl secondo appuntamento delle Ruminanze Urbane, sempre a Firenze, sempre lungo l’Affrico, questa volta spostandosi verso l’Arno e fermandosi all’altezza di via F. Calvi, accanto al benzinaio, è previsto per il 10 maggio 2013, alle ore 16,30.

Avrete capito ormai che si tratta non di un singolo evento, ma di un ciclo, di volta in volta in un luogo diverso, e per il momento sempre lungo l’Affrico, che a breve sarà oggetto di un’altra iniziativa itinerante, tra la città e la collina di Maiano. Stavolta sarà prevista la presenza di un ospite, a sopresa, con cui Verdiana avrà modo di introdurre un altro importante tema su cui riflettere. Per informazioni, scrivere a: <chiaras@verdiananetwork.com>.

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Da Fara in Sabina a Farfa a/r lungo la via Francigena di San Francesco

StampaTutta l’Italia in cammino, nello stesso giorno, lungo antichi percorsi di fede e cultura, per riuscire a cogliere meglio l’identità dei luoghi, per tutelarli, per scoprire il nostro Paese con occhi diversi, più attenti e consapevoli.

Nel giorno della quinta Giornata Nazionale dei Cammini Francigeni promossa e organizzata dalla Rete dei Cammini, Co-Associazione tra diverse associazioni italiane impegnate nella tutela e valorizzazione di quell’immenso patrimonio ambientale e culturale che sono i Cammini storici e i Cammini di pellegrinaggio, noi dell’Associazione GoTellGo, con il patrocinio del Comune di Fara in Sabina e in collaborazione con la proloco di Fara in Sabina, GVCSA Fara in Sabina, FarArte, Verdiana Network, organizziamo la prima edizione di APPasseggio in Sabina.

Layout 1La Via di Roma – la Via Francigena di San Francesco – fa parte dell’itinerario europeo della Via Francigena Orientale, che da Vienna conduce in Italia, percorrendo l’area veneta verso sud fino a Roma, attraversando in terra umbra e laziale i luoghi legati al santo d’Assisi. Noi percorreremo un tratto degli ultimi 100km per Roma, precisamente la deviazione che da Poggio Moiano conduce all’Abbazia di Farfa per poi ricollegarsi alla via principale.

Cammineremo lungo il sentiero CAI 351 in un contorno di macchia mediterranea e una vista spettacolare che spazia dai Monti Sabini al Terminillo per poi aprirsi, salendo a Fara, verso il Monte Cimino, il Soratte, la Valle del Tevere fino a Roma. Visiteremo l’antico borgo di Farfa con l’abbazia imperiale e poi Fara in Sabina, minuscolo borgo adagiato sulla cima del monte Buzio (482sml), con i suoi palazzi storici, il duomo e infine per chi vuole la visita guidata del Museo del silenzio.

Luogo e orario di ritrovo: Fara in Sabina (RI), Piazzale Roma, ore 9.45
Tipo di passeggiata: trekking
Lunghezza: 6 km
Programma e cedola di prenotazione:
http://www.appasseggio.it/index.php?it/148/appasseggio-in-sabina

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Madonnina lungo via del Mandrione, nei pressi del passetto di Via AssisiIl Mandrione è un’area urbana del comune di Roma, situata nel quartiere “Tuscolano”, nel territorio del IX Municipio.

MANDRIONE è prima di tutto un nome. Praticamente nessuno a Roma che non sia un archeologo o un carrozziere o un pappa o un impiegato della Banca d’Italia ha una percezione chiara di questo luogo, ma il nome sì, il nome produce una strana eco e uno si ricorda di esserci stato, magari una notte, in un tour avventuroso… I falò delle prostitute, le grandi sagome buie degli acquedotti che si accavallano l’uno sull’altro, i treni che ti sfrecciano sotto i piedi… Pasolini, il cinema… gli zingari… (Eraldo Albinati, La Repubblica, 31 ottobre 2001)

Via del Mandrione deve probabilmente il nome alle mandrie che un tempo pascolavano nella zona. Con ogni probabilità ricalca un’antica strada romana destinata al passaggio degli addetti al controllo e alla manutenzione degli acquedotti.

Il roadbook realizzato nell’ambito del progetto APPasseggio ripercorre 31 punti d’interesse, a partire dal Monumento dei Caduti al Quadraro sino alla Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera nei pressi di piazza Lodi. In un percorso di pochi chilometri, nel costeggiare i resti degli antichi acquedotti romani, si riscopriranno i luoghi di vecchi impianti industriali (ex Fabbriche Chinotto Neri, Eridiana, Coppola, Molino Natalini), orti urbani moderni, i resti delle antiche baracche realizzate negli archi degli acquedotti, targhe ed edifici che ricordano gli episodi drammatici della Seconda Guerra Mondiale, circoli ed edifici usati per attività di beneficienza (Caritas) o di svago (Circolo degli Artisti, Milonga della Stazione).

Scarica il roadbook  (PDF,  5233  kb)

SCHEDA ROADBOOK

Autore: Maria Teresa Natale

Categoria:Passeggiata a piedi

Partenza: Piazza dei Quintili

Coordinate partenza: 41.8639 º N 12.55478 º E

Arrivo: Piazza Lodi

Coordinate arrivo: 41.88733 º N 12.5213 º E

Lunghezza totale (km): circa 4 km

Tempo di percorrenza: due ore

Scarica il roadbook  (PDF,  5233  kb)

Domenica 21 aprile 2013, dalle 10,30 alle 13,00 organizziamo una passeggiata che ripercorre l’itinerario del roadbook.

Per prenotarti alla passeggiata del 21 aprile, compila la cedola di registrazione online.
L’appuntamento è alle ore 10,15 alla metro Porta Furba Quadraro (lato Quadraro).

 

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Logo Rete mobilità nuova
Pedoni, Pedali e Pendolari uniti per modificare il modello di mobilità vigente spostando le risorse pubbliche laddove si spostano le persone.

Questo lo slogan di un’iniziativa promossa dalla Rete Mobilità Nuova mirata a sensibilizzare i decisori politici verso un ri-orientamento delle risorse pubbliche destinate al settore dei trasporti e verso scelte strategiche a sostegno di chi vuole un’alternativa più efficiente, sicura ed economica all’automobile.

Molti sono coloro che ogni giorno si spostano usando i treni locali, i bus, i tram e le metropolitane, la bici e le proprie gambe.  Concentrandosi sui quattro perni: l’uso delle gambe; l’uso delle bici; l’uso del trasporto pubblico locale e della rete ferroviaria; l’uso occasionale dell’auto privata, questa mobilità Nuova “modifica lo spazio pubblico e la sua destinazione d’uso, rafforza i legami comunitari tra le persone e tra le persone e il luogo dove vivono, studiano e lavorano, stimola un’economia agroalimentare basata sul km0, crea lavoro stabile, contribuisce a far crescere la percezione di sicurezza attraverso strade e piazze più vissute e frequentate. In altre parole rende le città e il territorio più bello e migliora la qualità della vita”.

E’ per questo che Pedoni, Pedali e Pendolari manifesteranno il prossimo 4 maggio a Milano a favore di una rivoluzione della mobilità e a partire da questa data verrà lanciata una raccolta di firme “per una legge di iniziativa popolare (obiettivo un milione di adesioni) che vincoli almeno i tre quarti delle risorse statali e locali disponibili per il settore trasporti a opere pubbliche che favoriscono lo sviluppo del trasporto collettivo e di quello individuale non motorizzato”.

Per maggiori informazioni:

Manifesto della Mobilità Nuova

http://www.mobilitanuova.it/manifesto-per-la-mobilita-nuova/

La giornata del 4 maggio:

http://www.mobilitanuova.it/il-4-maggio/

Come aderire:

http://www.mobilitanuova.it/come-aderire/

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Logo della V giornata della rete dei cammini francigeni

Logo della V giornata della rete dei cammini

Domenica 5 maggio 2013: tutta l’Italia in cammino, nello stesso giorno, lungo antichi percorsi di fede e cultura, per riuscire a cogliere meglio l’identità dei luoghi, per tutelarli, per scoprire il nostro Paese con occhi diversi, più attenti e consapevoli: è ormai prossima la quinta Giornata Nazionale dei Cammini Francigeni promossa e organizzata dalla Rete dei Cammini, Co-Associazione tra diverse associazioni italiane impegnate nella tutela e valorizzazione di quell’immenso patrimonio ambientale e culturale che sono i Cammini storici e i Cammini di pellegrinaggio.

La giornata quest’anno non si occupa solo della via Francigena, ma di ogni possibile cammino storico italiano, promuovendo a tutto campo l’approccio lento al nostro territorio e la sua riscoperta sostenibile.

La giornata avrà un preciso impegno di solidarietà e di tutela: sarà infatti occasione per rinnovare la solidarietà con L’Aquila e il suo territorio, grazie anche alla sinergia con  la manifestazione “L’Aquila 5 maggio. Storici dell’arte  e ricostruzione civile” incontro di tutti gli storici dell’arte nel capoluogo abruzzese , per dire basta alla dimenticanza e all’abbandono. E proprio ad un monumento aquilano, la preziosa Basilica di S. Maria di Collemaggio saranno donate le offerte raccolte in occasione della GIORNATA, che auspichiamo generose.

In più,  la giornata si svolge quest’anno in sinergia con la RETE PER LA MOBILITA’ NUOVA, la grande manifestazione del 4 maggio 2013 a Milano per ripensare il nostro sistema dei trasporti  tenendo conto dei bisogni delle persone e della salvaguardia del territorio.

La GIORNATA, insomma, mette ancora una volta in evidenza la fragilità del nostro bellissimo territorio e la necessità di promuovervi una nuova mobilità, lenta e comunque “sostenibile”.

Noi di Appasseggio stiamo preparando una passeggiata sulla Francigena di San Francesco tra Fara in Sabina e Farfa. Presto renderemo note tutte le informazioni per partecipare.

 

La nostra collaborazione con la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma inizia nel 2012, con la firma di un accordo per la realizzazione di passeggiate culturali a tema che approfondiscano temi di storia moderna e contemporanea.

APPasseggio nella Storia:  Roma 1943-1944 - Sala Conferenze BSMC

Saletta conferenze della Biblioteca di Storia moderna e contemporanea

Il primo risultato importante di questa collaborazione  è APPasseggio nella storia: Roma 1943-1944, il progetto che abbiamopresentato l’altro ieri, il 27 marzo, nella sede della Biblioteca in via Caetani.

La Direttrice della Biblioteca, Simonetta Buttò, ha espresso la soddisfazione di aver avviato questa collaborazione inusuale con una giovane associazione culturale privata in un’iniziativa di grande interesse per entrambe le parti: la Biblioteca attraverso il progetto, raggiunge un pubblico diversificato, e i normali cittadini, per contro, hanno la possibilità di approfondire determinati temi durante le passeggiate alla ri-scoperta della città sostenute da fonti autorevoli nella redazione dei roadbooks e nei riferimenti bibliografici.

Non ci dilunghiamo sui dettagli della presentazione di ieri, ma ci piace condividere quanto accaduto durante l’esposizione del progetto da parte della nostra Presidente Maria Teresa Natale.

Mentre sullo schermo venivano proiettate delle slides che illustravano il progetto, e in particolare la passeggiata nel quartiere Ludovisi, che rientra negli itinerari realizzati nell’iniziativa APPasseggio nella storia, è apparsa l’ultima pagina del Roadbook del quartiere Ludovisi dove abbiamo inserito alcune foto per mostrare ai partecipanti alcuni volti noti e meno noti dei personaggi che fecero quella storia.

APPasseggio nella Storia:  Roma 1943-1944 - Mario Fiorentini

Mario Fiorentini, Classe 1918

A quel punto un signore molto anziano, seduto in prima fila in sala, ha alzato il dito indicando due delle fotografie ed ha esclamato: “Vede quello con tanti capelli, in alto a destra? Sono io, e quella vicino è mia moglie”.

Avevamo di fronte Mario Fiorentini, classe 1918, matematico e professore ordinario di Geometria superiore all’Università di Ferrara (dal 1971), sul cui lavoro nel 1996 è stato dedicato un convegno di Algebra commutativa e di Geometria algebrica, ma soprattutto ex partigiano pluridecorato al valore militare: assieme alla compagna di vita, Lucia Ottobrini, fu partigiano comunista, esponente chiave dell’antifascismo e della Resistenza a Roma, comandante del “Gramsci”, uno dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) centrali del Partito comunista che operarono nella “città aperta”.

E’ stata l’occasione per ascoltare alcuni racconti in prima persona, venire a conoscenza dei molti progetti e iniziative che nonostante l’avanzata età sono ancora pensati e portati avanti con energia e soprattutto abbiamo avuto conferma dell’interesse a che la storia venga divulgata nei modi più disparati, quindi anche attraverso la nostra iniziativa.

Altra conferma di quanto per noi sia importante ricercare fonti autorevoli per le nostre passeggiate, e di quanto spesso ci capiti di imbatterci in personaggi che hanno ben più di qualcosa da dire sui temi che proponiamo, e in questo caso, addirittura in chi la Storia l’ha fatta in prima persona.

Segnaliamo, tra l’altro, l”intervista a Mario Fiorentini, apparsa sul Messaggero pochi giorni fa: Via Rasella, parla chi ideò l’agguato: «Non fu attentato ma atto di guerra.

StampaQuest’anno ricorre il settantesimo anniversario dell’armistizio dell’8 settembre 1943, una data che per Roma significò l’inizio del periodo della cosiddetta “città aperta“, che durò per nove mesi fino al 4 giugno 1944.
Che cosa avvenne a Roma in quei mesi? Quale fu il comportamento della popolazione romana? Che cosa sanno i romani deill’occupazione nazista nella capitale e quali tracce porta oggi la città di quel periodo?

bsmcL’Associazione culturale GoTellGo, in stretta collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea, sta organizzando una serie di “passeggiate storiche” in città per riscoprire i luoghi legati agli eventi e ai protagonisti – uomini e donne – di questo intenso periodo storico: il quartiere Ludovisi, sede dei luoghi di potere degli occupanti tedeschi; il Ghetto, dove avvenne il rastrellamento del 16 ottobre 1943; i rioni del centro storico, con i depositi di armi clandestine, i ricoveri antiaerei, i luoghi delle azione partigiane, le lapidi in ricordo di personaggi più o meno noti; il quartiere universitario e le vie di San Lorenzo che subirono il primo di una lunga serie di bombardamenti degli alleati a danno della capitale; Ostiense e Porta San Paolo, dove si dispiegarono i combattimenti fra tedeschi da una parte e militari e popolazione civile romana dall’altra all’indomani dell’armistizio nel vano tentativo dei romani di respingere l’occupazione tedesca. E ancora l’Esquilino e San Giovanni, con villa Wolkonsky, sede dell’Ambasciata tedesca, e via Tasso, sede del Museo della Liberazione, senza tralasciare quartieri più periferici, come il Quadraro.

rmjaccarinoIl 24 marzo 2013, in occasione della ricorrenza dell’azione partigiana a via Rasella, GoTellGo, organizza una “passeggiata nella storia” nel quartiere Ludovisi, XVI rione di Roma, centrale, oggi quartiere di uffici ed hotel di lusso, ma che sul finire degli ’30 e fino alla liberazione di Roma fu sede dei luoghi di potere degli occupanti tedeschi. Gli edifici in stile liberty di inizio XX secolo situati fra via Veneto e le strade limitrofe, che furono poi negli anni ’60 i luoghi della “Dolce vita” e dei paparazzi, negli anni dell’occupazione tedesca furono i quartier generali del potere fascista e nazista – alloggi delle truppe, uffici, rimesse, magazzini, centri di controllo, prigioni – ma anche luoghi di ritrovo clandestini di partigiani e collaboratori della Resistenza. Andando alla ricerca di edifici, targhe, sculture, la passeggiata si snoda dunque fra via Veneto e le strade limitrofe (via Emilia-Romagna, via Lucullo, via Ludovisi, via Bissolati), per guardare, con gli occhi della consapevolezza storica, quelli che oggi sono luoghi di svago e benessere, ma che ieri furono i centri di eventi storici fra i più tragici della nostra storia. Lasciato il rione Ludovisi, scendendo lungo via Veneto verso piazza Barberini e via del Tritone, riportando alla memoria i ricoveri antiaerei pubblici attrezzati sotto al traforo omonimo, sotto il quale la popolazione civile inerme trovava alloggio durante i bombardamenti, si procede poi verso via Rasella, luogo dell’azione che scatenò poi la rappresaglia fascista, dove si illustrerà la ricostruzione la dinamica della storica azione.

palazzo_caetaniIl 27 marzo 2013, dalle 17.00 alle 18.00, il progetto, che prevede anche la fruizione delle passeggiate storiche su APPasseggio APP, verrà presentato a Roma alla Biblioteca di storia moderna e contemporanea dalla direttrice della biblioteca Simonetta Buttò e dalla presidente dell’Associazione GoTellGo Maria Teresa Natale. In quest’occasione verrà illustrata l’articolazione del progetto, dall’ideazione all’elaborazione del catalogo delle passeggiate nella storia, dagli itinerari tematici su APP agli sviluppi futuri.
L’evento si rivolge al cittadino comune, agli appassionati di storia, alle associazioni culturali interessate al tema, agli insegnanti che intendono approfondire questa tematica nel corso del prossimo anno scolastico.

Per prenotarti alla passeggiata del 24 marzo, compila la cedola di registrazione online.
L’appuntamento è alle ore 10 nella parte alta di Via Veneto di fronte all’Harry’s Bar (civico 150).

La presentazione dell’iniziativa, ad accesso libero, avverrà il 27 marzo presso la Biblioteca di storia modena e contemporanea in via Michelangelo Caetani 32 (mappa).

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appasseggio_appLa nostra APP Appasseggio verrà presentata il prossimo 20 marzo 2013 nel corso del workshop sui servizi innovativi per il turismo organizzato dal Gruppo di lavoro Servizi innovativi dell’Associazione europea Michael Culture nell’ambito del progetto europeo Athena Plus, presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma.

Sarà anche l’occasione per aggiornarsi su quanto avviene in ambito europeo in questo settore: dal portale sulla via Francigena gestito dal Ministero per i beni e le attività culturali, alle buone pratiche francesi e greche, al  progetto europeo Creative Cultural Heritage.

Il workshop, in lingua inglese, si rivolge agli operatori dei settori Cultura, Turismo, Nuove tecnologie e Servizi innovativi.

PROGRAMMA E CEDOLA DI REGISTRAZIONE

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