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APPasseggio a Catino e Poggio Catino

Due nuovi itinerari sono disponibili su APPasseggio, APP per Android e IOS, con tante storie, immagini, audio e video per raccontare le bellezze dei due borghi di Catino e Poggio Catino in Sabina.

L’abitato di Catino è una frazione del limitrofo comune di Poggio Catino e sorge sul versante preappenninico dei Monti Sabini.

Costruito ai margini di una grande e profonda dolina carsica, da cui trae il nome di “catino”, il paese conserva intatto il suo antico aspetto dominato dalle imponenti rovine del castello.

Un primo insediamento fortificato venne probabilmente eretto ad opera dei  Longobardi del Ducato di Spoleto tra la fine del VII e l’inizio dell’VIII secolo. Al termine della dominazione longobarda, Catino fu governata da un gruppo di nobili e proprietari fondiari chiamati “Homines de Catino”.

Il Chronicon Farfense riporta come nell’898 un gruppo di “ladruncoli”,  provenienti da un castello chiamato Catino,  penetrarono nell’Abbazia di Farfa appena saccheggiata dai Saraceni dando luogo a un incendio che distrusse l’intero complesso monastico.

Nell’ XI secolo proprio l’Abbazia di Farfa divenne proprietaria del castello di Catino e dei territori circostanti fondando il nuovo abitato di Poggio Catino sul colle Moricone.

Pur mantenendo la loro autonomia, le vite dei due paesi furono sempre legate da una comune storia di dominazioni e passaggi di proprietà.

Dalla fine del XIII secolo e per quasi duecento anni i Conti di Sant’Eustachio furono signori di Catino e Poggio Catino. A loro succedettero gli Orsini, i Savelli, i Capizucchi e infine gli Olgiati che governarono dal Seicento sino al decadimento dei diritti feudali nel 1816.

Nel 1853  Catino e la vicina comunità di Poggio Catino vennero accorpate in un unico comune. Dopo l’annessione al Regno d’Italia entrò a far parte della provincia di Perugia poi di quella di Roma e infine, nel 1927,  della Provincia di Rieti appena istituita.

Le rovine del castello occupano la parte più alta dell’abitato. Sono situate sulla cresta meridionale di una grande dolina carsica a forma di “catino” da cui prende il nome il paese.

Il castello con la sua caratteristica torre pentagonale venne probabilmente eretto tra la fine del VII e gli inizi dell’VIII secolo dai Longobardi del Ducato di Spoleto che nella Bassa Sabina fondarono numerosi insediamenti per il controllo strategico del territorio.

Il piccolo borgo merita una passeggiata e non poche sono le sorprese che ci riserva l’esplorazione dei vicoli e del territorio circostante.

Poggio Catino sorge sul versante tiberino dei Monti Sabini, a circa 387 metri sul livello del mare. L’attuale comune deriva dall’unione di due centri, Catino e Poggio Catino, distanti tra loro circa 900 metri. La particolare conformazione geografica di Catino, che non consentiva l’ampliamento dello spazio edificabile, rese necessaria la creazione di un nuovo nucleo abitato.

Sul finire dell’XI secolo nacque così l’antico Podium de Catini, un complesso fortificato costruito sul vicino Colle Moricone dalla potente Abbazia di Farfa.

Le vite dei due paesi, sorti quindi attorno a due distinte roccaforti, sono legate dalle medesime vicende storiche che videro l’avvicendarsi di nobili famiglie nel possesso di queste terre. I Conti di Sant’Eustachio, gli Orsini, i Savelli, i Capizucchi e infine gli Olgiati arricchirono questi luoghi di storia e monumenti.

Poggio Catino, legato alla leggenda della Dama bianca, conserva ancora i resti della Rocca medievale e lo splendido palazzo baronale oggi sede del comune.

Le due comunità vennero definitivamente accorpate nel 1853 pur mantenendo ognuna le proprie tradizioni. Ancora oggi si conserva la memoria degli antichi conflitti tra i due paesi. Si racconta, infatti, che in tempi lontani sul Colle Moricone venne a stabilirsi una banda di zingari e che i vicini abitanti di Catino cercarono per tre volte di mandarli via incendiando le loro tende. Tuttora, in tono di scherno, i poggio catinesi sono chiamati “zingari” mentre i loro vicini sono soprannominati “perfidi”.

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