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RUBRICA: LA CULTURA DELLA PASSEGGIATA

Locandina dell'escursione del 21 aprile 1921

Locandina dell’escursione del 21 aprile 1921

Il Dadaismo è un movimento artistico che ebbe origine a Zurigo nel 1916, grazie a un gruppo di artisti intellettuali, tra cui Hans Arp e Tristan Tzara, che si rifugiarono in Svizzera per sfuggire alla guerra. Ben presto il movimento attecchì anche in altri paesi europei, soprattutto in Germania e a Parigi. L’intento dei dadaisti era la dissacrazione dell’arte tradizionale, razionale, convenzionale e il loro fine ultimo la sua distruzione. Distruggere l’arte per creare una nuova arte, distante dai valori borghesi, più vicina alla vita reale.

E la passeggiata non fu estranea al loro modo di fare anti-arte. Infatti, il poeta e critico d’arte francese André Breton spinse l’azione oltre i salotti e le sale di spettacolo per portarla “sulle strade”. Di conseguenza, il 14 aprile 1921 i dadaisti distribuirono a Parigi un volantino sul quale era scritto che “I dadaisti, di passaggio a Parigi, volendo rimediare all’incompetenza delle guide e dei ciceroni sospetti, hanno deciso d’intraprendere una serie di visite in dei luoghi prescelti, in particolare quelli che non hanno nessuna ragione di esistere. E’ a torto che si insiste sul pittoresco (Liceo Janson de Sailly), sull’interesse storico (Monte Bianco) e sul valore sentimentale (l’Obitorio). La partita non è persa, ma bisogna agire in fretta. Partecipare a questa prima visita, significa rendersi conto del progresso umano, delle distruzioni possibili e della necessità di seguire la nostra azione che voi incoraggerete con tutti i mezzi”.

Gruppo Dada a Saint Julien Le Pauvre

Gruppo Dada a Saint Julien Le Pauvre

La prima e unica escursione si sarebbe svolta in pieno Quartiere Latino, presso il giardino della chiesa di Saint Julien Le Pauvre, dove i dadaisti si incontreranno sotto una pioggia scrosciante. La passeggiata-escursione, guidata secondo quanto scritto nella locandina da “Gabrielle Buffet, Louis Aragon, Arp,, André Breton, Paul Eluard, Th. Franenke, J. Hussar, Benjamin Péret, Francis Picabia, Georges Ribemont-Dessaignes, Jacques Rigaut, Carla Bodoni, Philippe Soupault, Tristan Tzara” viene vista per la prima volta come un’azione estetica e la locandina è un’opera d’arte degna di essere esposta in un museo.

Francesco Careri, nel volume Walkscapes (Torino: Einaudi, 2006), commenta dicendo che la “città dadaista è una città del banale […] la frequentazione e la visita dei luoghi insulsi sono per i dadaisti una forma concreta per operare la dissacrazione totale dell’arte, per giungere all’unione tra arte e vita, tra sublime e quotidiano”. E questa visita-escursione proprio per il fatto di essere stata concepita per la prima volta in questa forma, avendo scelto il giardinetto di Saint Jullien Le Pauvre, uguale a tanti altri giardinetti, anonimo e per questo banale,  diventa un’opera d’arte dadaista.

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E’ il 14 ottobre 2014. Splende il sole, ma l’aria è frizzante in questa mattinata catalana, ideale per una passeggiata alla deriva, nel terzo barrio. L’unico punto di riferimento è una cartina del centro città, su cui sono indicate solo le vie più importanti. Procediamo d’istinto, e l’istinto non ci deluderà.

Menja FuturPartiamo da plaça de la Universitat e imbocchiamo carres dels Tallers. Raggiunta plaça de Castella, una piazza con una chiesa, siamo attratti dalla vetrina dell’elegante FLAX & CALE in cui sono esposte bottiglie di succhi e purè di frutta molto invitanti (Teresa’s Juicery). La lavorazione dei succhi avviene per pressatura a freddo di frutta e verdura, al fine di ridurre l’ossidazione. Fantasiose le etichette: Green Love, Caroteno, The Vegan Vampire, My Sweet Horny, Virus Killer, Miss Avena Avellana. Merengada…

Al 61 di Carrer dels Tallers buttiamo un occhio verso la vetrina di DISCOS IMPACTO, che vende dischi e CD d’epoca. Accanto notiamo il primo di tanti luoghi di ristoro “ecologici”: Menja futur: cuinem un futur millor.

Imbocchiamo a destra Tienda Ramelleres. Al 24 siamo attratti da una simpatica e colorata bottega: THR Barcelona. Sette artigiani di ambo i sessi – cileni, spagnoli, messicani, canari, realizzano gioielli – anelli, collane, orecchini… – in ferro battuto e pietre di vetro, utilizzando lo stesso materiale delle ringhiere dei balconi del barrio, in uno stile che rimanda a Gaudì. Il risultato sono delle composizioni colorate e malleabili. La simpatica Anahí ci mostra con pazienza diversi pezzi della ricca collezione. Ne approfittiamo per acquistare con largo anticipo qualche regalo di Natale a prezzi più che ragionevoli. Una volta a settimana, questi artigiani espongono anche al mercatino della Rambla.

Gioelli di THR BarcelonaProseguiamo lungo la stessa calle. Incrociamo un byke tour (oggettivamente la passeggiata nel barrio è più adatta a piedi). Di nuovo le vetrine attirano la nostra attenzione: al civico 25 in plaça del Bonsucces un bel negozio di articoli da disegno e pittura (Norai) e la cioccolateria “La Portorriqueña”, inaugurata nel 1902, che espone cioccolata colombiana, brasiliana, costaricana,, guatemalteca.

Guadagnamo calle de Xuclà e ancora tante sorprese: la rivendita di fumetti Arkham, il forno Boix, attivo dal 1820, la formaggeria Mantegueries Puig fondata nel 1943, e una bottega di granaglie come da noi non se ne vedono più. A poca distanza entriamo nella cartoleria La Bolsera, attratti dall’allestimento di una parete con scheletri, zucche e pipistrelli in attesa di Halloween, sull’altra parete maschere gommate di ogni tipologia di animali. Al civico 4-6 incrociamo il famoso caffè “Grangia Viader” dove si può gustare un’ottima cioccolata sedutiAllestimento per la festa di Halloween alla Bolsera al tavolino (apertura 9-13 / 17-21,15).  Imbocchiamo Carrer del Carme: siamo a un passo dalla Rambla. All’angolo entriamo nell’Iglesia de la Madre de Dios de Belén (in catalano Església de la Mare de Déu de Betlem). Ha un’unica navata parallela alla Rambla. Era la chiesa dei Gesuiti fino alla loro espulsione dalla Spagna nel 1767.

Alcune opere all’interno sono dei veri capolavori. In una cappella troneggia un’immagine della Nuestra Señora de los Desamparados, a protezione degli Abbandonati.

La raffigurazione della Nostra Signora del Monte Carmelo è una delle numerose dediche alla Vergine Maria. Il suo nome deriva dal Monte Carmelo in Israele, un nome che deriva dalla parola al-Karmel e Karem che si potrebbe tradurre come ‘giardino’.

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Ci lasciamo la Rambla alle spalle e proseguiamo per Carrer del Carme. Al civico 4 una piccola bottega ha avuto l’idea di offrire un utilissimo servizio di luggage room, oltre a vendere abbigliamento e gioielli. Al civico 8 le finestre del primo piano incorniciano strumenti tradizionali realizzati dalla liuteria Casa Paramor.

Svoltiamo a sinistra in un vicoletto ed eccoci in plaça de Sant Galdric: sulla parete di un edificio il santo è raffigurato su un pannello di maioliche. E’ un santo nativo di Perpignan, patrono del Rossiglione, di Perpignan e di Saint-Martin du Canigou in Francia, Lo si invoca per far venire la pioggia dal momento che aveva fatto emergere una fonte dal suolo. Lo si rappresenta spesso con le spighe di grano in mano, come in questo caso.

Sant Galtric

Senza saperlo ci ritroviamo alla Boqueria, il mercato alimentare più bello di Barcellona. Ci sono tanti turisti, ma anche tanti residenti a fare acquisti nelle botteghe (consaladeria, pexaderia, formatgeria, tocineria). E’ un tripudio di colori, odori, forme, suoni. Ci soffermiamo a lungo soprattutto ai banchi del pesce. Leggere i cartellini con nomi e prezzi è un ottimo esercizio per imparare i nomi di pesci, crostacei e molluschi in catalano e spagnolo. Confezioni di macedonia e succhi di frutta vengono offerti ai passanti per pochi spiccioli.

Alla BoqueriaLasciamo la Boqueria e riprendiamo calle del Carme: ecco al 16 una coltelleria (cuchilleria), al 24 il negozio di tessuti El Indio che ricorda gli storici rivenditori di tessuti gestiti dagli ebri nel Ghetto di Roma. In vetrina anche la bandiera della Catalogna a 18 euro. Da poco c’e’ stato il tentativo di organizzare un referendum per l’indipendenza della Catalogna. Poco oltre, una merceria all’ingrosso, che in vetrina espone un set di ventagli colorati.

Imbocchiamo a destra Carrer dels Angels e di nuovo tante sorprese. Al 14 la bottega Mao & Kathy Tattoo che espone anche una mostra temporanea di tatuaggi; al 16 è la volta della Room Service Design Gallery, un negozio di design che vende magnifici mobili di legno; al 20 l’Oleoteca Gourmet, con un’invitante esposizione di bottigliette di olio d’oliva, saponi, cosmetici e altri prodotto selezionati.

Ed ecco ci al Museo di Arte Contemporanea. Sulle pareti geometriche bianche, grandi cartelloni pubblicizzano le mostre in corso, nel piazzale antistante l’ingresso un gruppo di skaters di nazionalità diverse si esibisce in piroette più o meno riuscite.

Skaters al Museo di Arte Contemporanea

Sul retro dell’edificio c’è l’ingresso dell’Auditorium. Un grande piazzale alberato è popolato dagli studenti della facoltà di comunicazione- Tra due alberi si snoda il lungo murale realizzato da Kate Haring nel 1989 contro l’AIDS: Todos juntos podemos parar el Sida.

Todos juntos podemos parar el Sida

Ma il terzo barrio riserva ancora altre sorprese: Il Centro di cultura contemporanea (CCCB) organizza mostre, attività, corsi e al suo interno vi è un bel bookshop. Dietro una grande finestra a vetri, sono esposti alcuni personaggi legati all’iconografia di Barcellona: la gegantona Laia, una fanciulla vissuta nel IV secolo all’epoca di Sant’Eulalia, e simbolo del coraggio e dello spirito di solidarietà dei barcellonesi; l’Àliga de Barcelona, l’aquila di Barcellona, documentata per la prima volta nel 1399, sempre presente nelle cerimonie ufficiali. L’aquila, che  visse la sua epoca d’oro nel XVII secolo, fa parte del bestiario storico di Barcellona, assieme al leone, la mula, il bue, la vipera, il drago, il mostro e i cavallucci; Els Gegants vells de la Casa de la Caritat o del Carnestoltes, realizzati nel 1859 per le cerimonie carnevalesche, e utilizzati nei decenni successivi come distrazione per gli orfani della Casa de Caritat e nelle processioni del Corpus Domini; Els Gegants de la Ciutat, Jaume I e Violant d’Hongria. Va detto che ogni anno a Barcellona si svolge un grande festival che include anche la sfilata dei giganti: enormi effigi di re, regine e nobili marciano per le strade di Barcellona, torreggiando e volteggiando sulla folla.

Siamo più che soddisfatti della passeggiata. Le parole chiave di oggi sono state: creatività, artigianato, tradizione, arte, design, cultura giovanile. [MTN]

Bandiera della Catalogna

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Copertina del libro

Copertina del libro

Al via tre eventi di presentazione del libro “Racconti fantastici di Villa Sciarra”,  edito da Laboratorio Web per la Cultura che inaugura così la sua attività editoriale con una nuova collana di racconti dedicati a luoghi particolari della città, dal titolo “Genius Loci”, progettata e realizzata in collaborazione con l’Associazione culturale GoTellGo.

Il libro raccoglie dodici racconti, scritti da Stefania Fabri e illustrati da Orsola Damiani, che sviluppano un’unica storia, quella dei misteri di Villa Sciarra.

I racconti si ispirano alla storia di Villa Sciarra, alle sue fontane, ai personaggi che l’hanno abitata e alle leggende che la rendono un luogo affascinante e pieno di mistero. I protagonisti delle dodici storie sono Taddeo, un ragazzino di dieci anni, intelligente ma anche un po’ ansioso, il fantasma di una ragazzina di dodici anni, Cornelia, che andò sposa giovanissima a un Barberini, antenata di quel Maffeo Barberini che fu costretto a vendere la Villa a un ricco americano. L’altro personaggio fondamentale è la Ninfa Furrina, che si presenta come una ragazza grunge, dispettosa e intrattabile. Ma sarà lei l’aiuto fondamentale per risolvere la maledizione che grava sulla Villa, affrontando anche lo scontro con il temibile Gaionas, antico custode del tempio siriaco.

I giovani lettori potranno “vedere” animarsi le sculture che abitano la Villa e ascoltare i loro racconti, da Pan a Endimione, dai putti ai satiri, dai pavoni alle regine. Alla fine del libro c’è anche la proposta di tre giochi a partire dalle immagini.

SCHEDA LIBRO
Stefania Fabri, Racconti fantastici di Villa Sciarra, illustrati da Orsola Damiani, Roma: Laboratorio Web per la cultura, 2014. 132 p.: ill. (Genius Loci, 01). ISBN 978-88-940242-1-0. Euro 12,00 (soci GoTellGo Euro 10,00).

Indice

  1. Una principessa a Villa Sciarra: inizio di tutte le storie
  2. Una tartaruga e quattro Sfingi
  3. La ninfa ribelle e il bello addormentato
  4. Storia di un flauto e di angeli senza ali
  5. Storia di un avvelenatore morto di peste
  6. La danza dei mesi e il secondo re
  7. Pavoni e regine
  8. L’inseguimento e i due pastorelli
  9. Garibaldini e francesi
  10. Riunione segreta al Casino Barberini
  11. La maledizione del fuggitivo
  12. Gaionas e i serpenti

Il libro è in vendita per i soci dell’Associazione GoTellGo presso la sede dell’Associazione, a MonteverdeLivingLab in via Busiri Vici 10 a Roma oppure presso la Libreria 4.3.3 in Viale dei Quattro Venti 28 a Roma.

Gli eventi di presentazione, in collaborazione con le Vie dei Festival e il Teatro Vascello, sono i seguenti:

TEATRO VASCELLO
Via Giacinto Carini 78
Sabato 18 ottobre 2014, ore 18,30

TARTARUGHE, SFINGI E ANGELI SENZA ALI

Presentazione del libro “Racconti fantastici di Villa Sciarra”, di Stefania Fabri, illustrato da Orsola Damiani, edito da Laboratorio Web per la Cultura su progetto dell’Associazione culturale GoTellGo.

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MOLL- MONTEVERDE LIVING LAB
Martedì 21 ottobre 2014, ore 18
Via Andrea Busiri Vici 10

LUOGHI E PERSONAGGI DI VILLA SCIARRA

Inaugurazione della  mostra di illustrazioni del libro “Racconti fantastici di Villa Sciarra” di Stefania Fabri, illustrato da Orsola Damiani, e proiezione di immagini della villa

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VILLA SCIARRA, Ingresso via Calandrelli, di fronte alla voliera
Domenica 26 ottobre, ore 11.00
in collaborazione con LE VIE DEI FESTIVAL

VILLA SCIARRA: RACCONTI FANTASTICI

Passeggiata a Villa Sciarra, curata dall’Associazione culturale GoTellGo, con letture dal libro Racconti fantastici di Villa Sciarra, un viaggio sorprendente condotto da Stefania Fabri attraverso i misteri della villa passando per la  Fontana dei Satiri, la Fontana delle Sfingi, l’Esedra dei Mesi e il Santuario siriaco.

Info: 339-3585839
monteverdelivinglab@gmail.com

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museo_diffuso_via_ostienseIl Municipio VIII dopo l’esperienza della prima Giornata della Mobilità Culturale, svoltasi nella primavera scorsa, ha deciso di intraprendere un nuovo progetto culturale: il Museo Diffuso della via Ostiense. Da un’idea su cui la Commissione Cultura del Municipio ha lavorato dal suo insediamento fino ad oggi, nasce un progetto che mira a far conoscere a cittadini e turisti la storia del quartiere Ostiense, andando a riempire di racconti, parole ed immagini le strade di questa porzione di territorio. Un passato importante che va dall’antica Roma alle più contemporanee forme di street art, fotografia ed arte contemporanea. Dalla Piramide Cestia agli storici rotabili Atac, dai Gasometri fino agli studi d’arte e le Fondazioni: arte e storia per raccontare all’insegna della creatività il quartiere Ostiense. Il progetto partirà in via sperimentale ad ottobre con due giornate di visite e passeggiate dedicate alla classicità : l’11/10 si visiterà la Porta San Paolo da dove potranno vedersi i lavori di restauro della Piramide, il 12/10 in mattinata si percorrerà l’Ostiense raccontando le storie di S. Pietro e S. Paolo e nella stessa giornata il pomeriggio avremo una visita al bellissimo Museo Centrale Montemartini. Il mese di novembre sempre il secondo fine settimana sarà dedicato alla modernità: lo sviluppo dei trasporti a Roma nel primo Novecento con il Polo Museale dell’Atac ed il progetto del Porto Fluviale, il Tevere e le sue storie e gli spazi industriali presenti nel territorio raccontati a chi vorrà passeggiare liberamente per il quartiere. Dicembre sarà il mese della contemporaneità: street art, gli spazi di Officine Fotografiche e dell’Opificio RomaEuropa raccontati nel loro cambio d’uso da spazio industriale a laboratori artistici, le storie di Pier Paolo Pasolini e di Elsa Morante lette e recitate per le nostre vie.

museo_diffuso_via_ostiense_1Tante sono state le collaborazioni messe in campo: dall’agenzia di comunicazione Filmmaster che avrà un ruolo centrale nelle attività di dicembre allo Studio Campo Boario, luogo d’arte e filosofia che apre le sue porte per queste giornate mostrando le proprie attività, come d’altronde faranno anche RomaEuropa ed Officine Fotografiche mostrando i propri spazi. Questi appuntamenti mensili fino a dicembre sono una sperimentazione: l’obbiettivo è quello di far collaborare le istituzioni culturali di un quartiere per fare rete tra di loro e parlare ai cittadini con una sola voce, dimostrando quanto potenziale c’è nel nostro territorio. Non solo il quartiere della movida, ma soprattuto la fucina della storia di questa città. Le passeggiate organizzate dal Municipio in collaborazione con tre associazioni partecipanti alla passata edizione della Giornata della Mobilità Culturale interessate a lavorare sul quartiere (Go Tell Go, Ars in Urbe, Festina Lente) saranno ad offerta libera e con prenotazione obbligatoria. Per maggiori informazioni e per la prenotazione delle visite consultare il sito del Municipio VIII.

ITINERARIO SULLA CLASSICITA’ – 11 e 12 ottobre 2014

Porta San Paolo e la Piramide: la soglia del quartiere Ostiense: Sabato 11 Ottobre dalle 11:00 alle 12:30
(per prenotazioni obbligatorie: info@festinalente.roma.it - 333.​5934734

Sulle orme di Pietro e Paolo:  Domenica 12 Ottobre dalle 9:30 alle 13:00 (per prenotazioni obbligatorie: 339.3585839 - appasseggio@gmail.com)​

La Centrale Montemartini: unione tra classicità ed industria: Domenica 12 Ottobre dalle 16:00 alle 17:30 (per prenotazioni obbligatorie: 329.9740531 – segreteria.arsinurbe@gmail.com)

ITINERARIO SULLA MODERNITA’ – 8-9 novembre 2014

Il Tevere nell’area Ostiense: Domenica 9 Novembre dalle 11:00 alle 13:00 (per prenotazioni obbligatorie: 339.3585839 - appasseggio@gmail.com)​

Passeggiata nella città industriale: il quartiere Ostiense: Domenica 9 Novembre dalle 11:00 alle 13:00  (per prenotazioni obbligatorie: 329.9740531 - segreteria.arsinurbe@gmail.com) ​

Vie d’acqua, vie di terra e vie di ferro: storie di viaggi e di fermate a quartiere Ostiense: Domenica 9 Novembre dalle 15:30 alle 17:00 (per prenotazioni obbligatorie: info@festinalente.roma.it - 333.​5934734)​

ITINERARIO SULLA CONTEMPORANEITA’ – 13-14 dicembre 2014

Itinerario sulla contemporaneità: 13 e 14 Dicembre Il quartiere Ostiense nelle opere di Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini: Sabato 13 Dicembre dalle 15:00 alle 17:30 (per prenotazioni obbligatorie: 339.3585839 - appasseggio@gmail.com)​

Metamorfosi Urbane: memorie e riuso delle strutture industriali nel quartiere Ostiense: Domenica 14 Dicembre dalle 11:00 alle 12:30 (per prenotazioni obbligatorie: info@festinalente.roma.it - 333.​5934734)​ ​

La Street Art del quartiere Ostiense: Domenica 14 Dicembre dalle 15:30 alle 17:00  (per prenotazioni obbligatorie: 329.9740531 - segreteria.arsinurbe@gmail.com)

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logo GoTellGo      index

Lunedì 29 settembre 2014, alle ore 17, a Roma, presso la  Casa della Cultura di Villa De  Sanctis, in Via Casilina 665, Stefania Ficacci e Maria Teresa Natale presenteranno il progetto CityTelling: per un archivio della memoria, che vedrà l’avvio nel quartiere capitolino di Tor Pignattara.

Casale all'interno di Villa De Santis

Casale all’interno di Villa De Santis

Il progetto, promosso dalle Associazioni culturali GoTellGo e Thamus: Ricercare per raccontare, in collaborazione con altri soggetti istituzionali promotori in via di definizione, nasce con l’obiettivo principale di raccogliere e rendere accessibile alla comunità territoriale le memorie private dei cittadini e delle organizzazioni residenti nel quartiere di Tor Pignattara.

Un intervento di ricerca e di raccolta di reperti di questa natura si rende necessario per riunire e conservare quei materiali privati che compongono gli archivi di famiglie, di imprese e di organizzazioni locali, offrendosi come strumento di conservazione e di trasmissione di esperienze comuni di vita, di lavoro, d’impegno sociale e culturale, facilitando così la possibilità di diventare patrimonio culturale dell’intera comunità. La costituzione di un patrimonio culturale comune consente sia di mettere in condivisione le memorie e le esperienze dei singoli – consentendo così di ricostruire percorsi comuni di partecipazione e di sviluppo del territorio -  sia di educare i residenti in genere e le generazioni future ad una maggiore sensibilità e responsabilità verso questo patrimonio, inteso come strumento indispensabile per promuovere una cittadinanza attiva e responsabile verso il bene comune.

La raccolta di materiali come fotografie, video, cartoline, lettere, diari, interviste consentirà quindi di costruire una banca dati, definita archivio digitale delle Memorie di Quartiere, attraverso la quale sarà possibile promuovere differenti percorsi di conoscenza della storia del quartiere nell’arco temporale che va dal 1900 fino agli anni più recenti.

Il progetto ha come attori principali i cittadini residenti (intesi come abitanti e frequentatori del quartiere) e le imprese commerciali di interesse storico, le associazioni che promuovono cultura e sociale, le scuole sia pubbliche che private e le istituzioni politiche e religiose che si riconosceranno nelle finalità del progetto. Ogni persona fisica o organizzazione sarà invitata a presentare ai responsabili del progetto il materiale ritenuto interessante alle finalità del lavoro di ricerca, durante le giornate di raccolta organizzate sul territorio. I responsabili della ricerca, in base a criteri di scelta e di opportunità ai fini del raggiungimento degli obiettivi del progetto, individueranno il materiale che potrà essere trattato informaticamente e archiviato secondo gli standard vigenti per la conservazione e diffusione dei materiali d’archivio.

Dall’archivio, così costituito, saranno individuate dal gruppo di ricercatori una serie di tematiche che andranno a costituire il materiale digitale utile per l’allestimento dii percorsi museali virtuali, che verranno allestiti per mezzo del software open source MOVIO, reso disponibile dal Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo. Questo sistema è concepito come uno strumento per promuovere l’accessibilità e la fruibilità dei contenuti culturali digitali appartenenti a una mostra o itinerario o percorso culturale che si voglia presentare.

La “mostra digitale” dunque, si configurerà come uno spazio per la scoperta non solo della diversa documentazione raccolta, ma anche dei relativi temi e proporrà chiavi di lettura delle medesime attraverso opportuni percorsi, definiti dal curatore, in grado di valorizzare e rendere accessibili i dati disponibili attraverso diversi oggetti digitali (testi, immagini, audio, video ecc.).

 

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21 settembre 2014, mancano due giorni all’autunno,
un pomeriggio torrido, 36° all’ombra…

Passeggiata tra i lotti progettati da Roberto Nicolini

Passeggiata tra i lotti progettati da Roberto Nicolini

Sampietrini bianchi nei pressi della Torre

Sampietrini bianchi nei pressi della Torre

Che ore sono a piazza del Quarticciolo?

Che ore sono a piazza del Quarticciolo?

Graffito nel loggiato

Graffito nel loggiato

Rivogliamo una delle cento piazze!

Rivogliamo una delle cento piazze!

Il marxismo nel XXI secolo!

Il marxismo nel XXI secolo!

Bottega di artisti al 34a

Bottega di artisti al 34a

Quattro chiacchiere in cortile...

Quattro chiacchiere in cortile…

"Rose rosse per te" dal  Bangladesh al Quarticciolo

“Rose rosse per te” dal Bangladesh al Quarticciolo

Tralicci accanto all'oratorio

Tralicci accanto all’oratorio

Festa del Ciao

Festa del Ciao

Ballo di gruppo

Ballo di gruppo

Presto disponibile il roadbook su APPasseggio APP, con la storia del quartiere…

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L’itinerario, diviso in 20 punti d’interesse è da oggi disponibile su APPasseggio APP.

Palazzi del Borghetto di Palazzo FalconeSi parte dal Borghetto di Prato Falcone, il piccolo complesso edilizio nato alla fine degli anni Venti, probabilmente per volontà di Edda Ciano Mussolini, che ne era la proprietaria; l’incarico edilizio fu affidato alla potente impresa di costruzioni Immobiliare. Nel giro di poco tempo, tuttavia, l’insediamento perse il piacevole carattere di elegante “città-giardino”, ed accolse le famiglie di sfollati romani, vittime dei bombardamenti.

Dal borghetto si raggiunge in un attimo l’area del Foro Italico.

Il Foro Mussolini in una mappa del 1942.Realizzato durante gli anni ’30 su progetti di Enrico Del Debbio e Luigi Walter Moretti (coadiuvati da una folta schiera di scultori, mosaicisti, decoratori in genere) il Foro Mussolini, ribattezzato Foro Italico dall’agosto 1943, immediatamente dopo la caduta del Fascismo, è il vasto complesso sportivo voluto dal Duce e destinato in origine alla sola preparazione degli insegnanti membri dell’Opera Nazionale Balilla. In breve, tuttavia, il progetto del Foro assunse i caratteri di una vera e propria città dello sport, in cui la salute fisica (quasi in forma di vero e proprio culto del corpo) e l’educazione morale si fondevano in una mirabile sintesi, finalizzata di fatto all’indottrinamento secondo i valori della cultura fascista.

L’Accademia fascista di educazione fisica, l’obelisco marmoreo, i grandi Stadio dei Cipressi e Stadio delle Statue, la Casa delle Armi, sono solo alcuni degli edifici e dei monumenti che oggi, raggiunta la debita distanza storica, sono considerati a ragione fra i maggiori esempi di architettura razionalista in Italia.

La storia del Foro Italico prosegue anche dopo il Ventennio e dopo la fine della seconda guerra mondiale: a partire dal 1950, infatti, nuovi interventi coinvolgono il vero e proprio tessuto urbanistico che informa questa città dello sport, in vista delle Olimpiadi che nel 1960 vedranno protagonisti proprio questi spazi.

Per incuriosirvi e invogliarvi a una passeggiata virtuale o dal vivo, ecco qualche curiosità.

La Casa delle Armi o Palestra di scherma, realizzata fra 1933 e 1936 da Luigi Walter Moretti in un’area presso cui in origine era prevista la costruzione della “Casa del Balilla Sperimentale”, è un vero e proprio capolavoro dell’architettura razionalista italiana. La Casa è costituita da due parallelepipedi disposti a “L” e connessi da un corridoio aperto, a mo’ di passerella: il primo dei due blocchi ospitava in origine la Biblioteca, oggi è sede degli uffici del CONI; l’altro era appunto la Sala d’Armi, cioè la palestra di scherma, oggi occasionalmente sede di mostre. A partire dagli anni ’80 la Casa, da tempo dismessa da palestra, è stata utilizzata a lungo come “aula bunker” giudiziaria.

Mosaico parierale su uno dei muri esterni della Casa delle ArmiLungo uno dei muri esterni si staglia il bel mosaico realizzato contestualmente alla costruzione della Casa delle Armi, da un cartone di Angelo Canevari, autore di altri bozzetti per altre decorazioni del Foro Mussolini. Su un fondo dorato si staglia la figura più imponente, la Vittoria Littoria, seduta su un trono nell’atto di compiere il saluto romano con la destra, e con la sinistra impegnata a reggere un fascio. Proseguendo in senso orario, poco più in alto sta Icaro, e sotto di lui i due cavalli del Sole. Scorrendo si incontrano tre atleti colti in un momento di riposo, ed infine ancora una figura allegorica, ancora una volta seduta su uno scranno, il Genio Italico.

Il Palazzo delle Terme include l’Accademia di Musica, le Piscine coperte e la Palestra del Duce. L’architetto Costantino Costantini progettò l’edificio (1935-37), collocandolo alla sinistra del monolite, in posizione simmetrica rispetto all’Accademia di Educazione fisica di Del Debbio.

La piscina coperta del Foro MussoliniEntrando nell’edificio si ha un primo, magniloquente impatto con la luminosa Piscina coperta, decorata dai mosaici pavimentali di Giuseppe Rosso, e da quelli parietali di Angelo Canevari. Al primo piano stanno una piscina pensile per bambini, e la famosa Palestra del Duce, di Luigi Moretti (1936).

All’ingresso del Foro, all’inizio di quella che in epoca fascista si chiamava viale dell’Impero si innalza il monolite dedicato a Mussolini. L’obelisco, tagliato nel 1928 dalla cava di marmo di Carbonera nelle Alpi Apuane, è un unico blocco di 17 metri (compreso il dado basamentale, il monumento raggiunge l’altezza di 31,60 metri), sormontato da un pyramidion in bronzo laminato d’oro. L’imponente blocco fu trasportato a Roma per terra, per mare e per fiume fra grandi celebrazioni dal tono trionfalistico, che assunsero all’epoca il tono dell’epopea nazionale. Disegnato da Costantino Costantini (uno degli architetti coinvolti nella realizzazione del Foro Mussolini nel suo complesso), fu inaugurato il 4 novembre 1932.

Mosaici pavimentali a piazzale dell'ImperoSpostiamoci ora lungo piazzale dell’Impero. L’area fu sistemata nel 1936 su progetto di Luigi W. Moretti. Lungo il viale ben 22 parallelepipedi marmorei a sezione rettangolare, 11 per lato, recano incise le gesta del regime fascista scandendo (a partire dal primo pilastro sulla sinistra) le tappe della storia d’Italia dal 1915 (la Grande Guerra) al 1936 (la conquista d’Etiopia), in un percorso celebrativo delle imprese belliche nazionali e del regime che raggiunge l’apoteosi con la più clamorosa delle conquiste coloniali, appunto quella dell’Etiopia nel ‘36. Altre due coppie di pilastri posti alle estremità del viale e perpendicolari agli altri chiudono le due schiere commemorative. Al centro del viale la piattaforma marmorea lunga 88 m, sopraelevata di tre gradini, era destinata ad accogliere le autorità durante le manifestazioni, a mo’ di podio. Accanto alla celebrazione storica sta la glorificazione dei valori sportivi illustrata dal tappeto musivo che lastrica il viale. I mosaici furono ideati, tra gli altri, da artisti del calibro di Gino Severini, Angelo Canevari, Achille Capizzano e Giulio Rosso, e realizzati dalla scuola dei mosaicisti del Friuli (fondata nel 1922 a Spilimbergo, PN), coadiuvati da 300 allievi dell’Accademia di Educazione Fisica, fra 1934 e 1938.

Fontana della SferaSullo sfondo del Piazzale dell’Impero, campeggia la Fontana della Sfera. Nel 1933 gli architetti romani Mario Paniconi e Giulio Pediconi collocano al centro di un piazzale rotondo, e in asse con l’obelisco, la grande sfera marmorea monolitica (3 metri di diametro, 42 tonnellate di peso), posta sopra un blocco marmoreo squadrato a sua volta collocato al centro di una vasca circolare. Un anello più ampio, che cinge la base su cui poggia la sfera, presenta la pavimentazione musiva a figure nere su fondo bianco (disegno di Giulio Rosso).

Stadio dei MarmiLo “Stadio delle Statue”, subito ribattezzato “Stadio dei marmi” fu progettato da Enrico Del Debbio quale logica continuazione della prospiciente Accademia fascista di Educazione fisica: l’Accademia era il luogo dello studio teorico e lo Stadio quello dell’applicazione pratica di quanto appena appreso. Lo Stadio è completamente interrato: tutta l’area del Foro, infatti, fu innalzata gettando almeno due milioni di metri cubi di materiali (fra terra e detriti) risultanti dagli sventramenti operati all’epoca nel centro città. La quota artificiale supera di cinque metri il livello naturale del terreno. Nel 2014 è stato intitolato a Pietro Mennea.

Per conoscere tutti i punti d’interesse:

SCARICA IL ROADBOOK (PDF, 614 kb)

Codice itinerario: 0051
Regione: Lazio
Provincia: Lazio
Comune: Roma
Partenza e arrivo: Ponte della Musica
Coordinate partenza:   41.856667°, 12.510278°
Lunghezza totale (km): circa 4 km
Tempo di percorrenza: 2,5 ore
Autori: APPasseggio (Chiara Morabito, Maria Teresa Natale)

La nostra Associazione organizza passeggiate sul tema di quest’itnerario. Per informazioni, scriveteci all’indirizzo: appasseggio@gmail.com.

 

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Questi gli appuntamenti curati dalla nostra associazione in programma durante il prossimo week-end:

Logo APPasseggioRoma, sabato 14 giugno 2014, ore 10,15-12,45
Testaccio operaio, Testaccio borghese

a cura di APPasseggio
Accompagna: Chiara Morabito

L’area di Testaccio si colloca nell’ansa del Tevere, tra ponte Sublicio, ponte Testaccio, le mura aureliane, le pendici dell’Aventino. La presenza del mattatoio, inaugurato nel 1891, segnò l’avvio dei lavori urbanistici per la realizzazione di un quartiere ad abitazione intensiva. L’edificazione di Testaccio, cui non furono estranei interventi speculativi, si svolse in diverse fasi, riconoscibili nell’itinerario proposto: dalle case alveare edificate tra il 1883 e il 1905, ai progetti edilizi realizzati tra il 1909 e il 1917 dagli ingegneri Giulio Magni e Quadrio Pirani per volontà del neonato Istituto romano per le case popolari (in un’epoca che vide la contrapposizione tra il blocco popolare capitanato dal sindaco Ernesto Nathan, che favorì numerose iniziative per il risanamento del quartiere, e i liberal-clericali, appoggiati dai salesiani, molto attivi a Testaccio in iniziative benefiche e assistenziali), fino agli stabili borghesi di via Marmorata, progettati da Sabbatini e Costantini nel 1930, che contribuirono a rafforzare i connotati borghesi del quartiere. Nel corso di quest’itinerario avremo modo di conoscere, eventi, storie, personaggi che rendono il quartiere un unicum nel panorama architettonico romano.

Meeting point: Piazzale dell’Emporio, presso la Fontana delle Anfore
Lunghezza: 3,8 km
Coordinate: 41.882866, 12.476083
Info: 339-3585839
Max 20 persone
Costo:
offerta libera

CEDOLA DI PRENOTAZIONE

APPasseggio nella letteratura

Sabato 14 giugno 2014, ore 18-20
VILLA PAMPHILI. Passeggiata letteraria
Il barone rampante, di Italo Calvino.

Il 15 giugno del 1767 il figlio secondogenito del barone di Rondò, stufo di dover obbedire ai genitori e di dover sopportare le cattiverie della sorella, sale su un leccio e da quel momento rimarrà a vivere sugli alberi. Nella cornice di Villa Pamphili capace di evocare le atmosfere illuministiche del romanzo e di fornire un contesto botanico ricchissimo, le avventure del giovane Cosimo vengono raccontate in un percorso tra le residenze, gli alberi e i giardini.

Accompagna: Giuliana Zagra. Nel corso della passeggiata alcuni brani tratti del romanzo saranno letti dall’attrice Francesca Gatto
Costo:
offerta libera
Punto d’incontro:
Via Aurelia Antica 183, altezza ingresso Villa, lato interno
Coordinate: 41.889124, 12.445115

CEDOLA DI PRENOTAZIONE

APPasseggio nella storia 1943-1944

Roma, 15 giugno 2014, ore 9-13
Trekking della Liberazione
Da Tor Pignattara al Campidoglio

Nelle prime ore del pomeriggio del 4 giugno 1944 le truppe della 5a armata americana entrano a Roma attraverso la via Casilina. Fra la curiosità, lo stupore e la gioia degli abitanti della periferia romana meridionale, i soldati sfilano lungo la via attraversando il cuore del quartiere di Tor Pignattara. Alle 18 arrivano a Porta Maggiore: Roma è libera! La passeggiata vuole così ripercorrere quell’itinerario che i soldati americani fecero il 4 giugno di settant’anni fa, dalla periferia al Vittoriano, attraverso il racconto e il ricordo di coloro che quel giorno accolsero le truppe Alleate.  

Accompagnano: Stefania Ficacci, Chiara Morabito, Maria Teresa Natale
Punto di partenza: Piazza della Marranella (vicino all’albero d’ulivo)
Coordinate:
41.880551, 12.542382  
Punto di arrivo:
Piazza Venezia, Vittoriano
Lunghezza: circa 10 km
Costo: 7 euro (include tessera associativa, materiale informativo e visita guidata alla mostra sulla Liberazione di Roma, all’interno del Vittoriano)

Locandina

Cedola di prenotazione

APPasseggio nella letteratura

Domenica 15 giugno 2014, ore 20,30 – 22,30
Passeggiata letteraria
Monteverde e i suoi poeti.

Monteverde vecchio, a partire dagli anni Cinquanta, un po’ per caso un po’ per scelta, cominciò a diventare il quartiere di elezione di una nascente generazione di  poeti.  Vi si stabilì per primo Attilio Bertolucci,  poi arrivò Pasolini che per un certo periodo condivise lo stesso palazzo, Caproni che fu un indimenticato maestro elementare  della scuola Francesco Crispi, Gianni Rodari che dedicò al filobus 75 una delle sue filastrocche e la poetessa Giovanna Sicari. La passeggiata permetterà di ricordare  le loro  figure e di leggere alcune poesie legate al quartiere.

Accompagna: Giuliana Zagra. Nel corso della passeggiata alcuni brani saranno letti dall’attrice Francesca Gatto
Costo:
offerta libera
Punto d’incontro:
Piazzale antistante la Stazione Ferroviaria Quattroventi
Coordinate: 41.879576, 12.458903
Punto d’arrivo: Via Poerio, capolinea del 75

CEDOLA DI PRENOTAZIONE

Info: appasseggio@gmail.com,  cell. 339-3585839

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mostra_vittoriano

Le curatrici del catalogo, Stefania Ficacci e Maria Teresa Natale, accompagnano il Sindaco Ignazio Marino durante l’inaugurazione della mostra.

Raccontare la città proponendo sette percorsi, che si snodano fra centro e periferia e che lasciano emergere luoghi noti e altri meno conosciuti o del tutto inediti, per immaginare, anche reinterpretandolo, il tessuto urbano di Roma a settant’anni dalla liberazione della capitale dal nazifascismo. L’allestimento della mostra inaugurata ieri 4 giugno 2014 presso il Vittoriano a Roma e aperta sino al prossimo 20 luglio, vuole quindi proporre nuove interpretazioni e differenti chiavi di lettura della città fra occupazione e liberazione, soprattutto alla luce di un rinnovato interesse per lo spazio urbano che gli studiosi hanno dimostrato in questi ultimi venti anni, anche grazie a un maggiore confronto fra Roma e le altre capitali europee.

I luoghi e i percorsi proposti sono dunque il prodotto di un’attenta selezione dei risultati offerti dalla ricerca storiografica, antropologica e geografica emersi in questi ultimi venti anni. Ci si è rivolti a ricerche del tutto inedite, che hanno scandagliato luoghi e spazi della città fino a questo momento quasi del tutto sconosciuti – come nel caso dei quartieri della periferia storica – o che hanno saputo fornire una rilettura, alla luce di nuove fonti, di episodi conosciuti e luoghi assai noti di Roma.

Dopotutto, la ripresa di pubblicazioni e di allestimenti e la produzione di documentari e programmi televisivi sul periodo della seconda guerra mondiale e, soprattutto, della liberazione dal nazifascismo dell’Europa, è anche la conseguenza di una improvvisa ripresa dell’interesse del pubblico verso questi temi, tra i quali anche Roma in guerra. Questa nuova attenzione è forse il riconoscimento da parte dei romani di abitare una città in continua evoluzione, in cui le sue caratteristiche di scrigno antico sono oggi da leggere all’interno di un contesto urbano su cui lo sviluppo moderno ha agito con risultati ormai evidenti.

Per questo l’invito a rileggere la città nei nove mesi di occupazione nazifascista e nella prospettiva della liberazione dagli occupanti diventa anche un pretesto per capire quale ruolo Roma abbia assunto nel passaggio dal regime fascista alla democrazia, ponendo attenzione al suo processo, sempre in evoluzione, di definizione di capitale e di metropoli moderna.

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Immagine icona delle iniziative relative a "Roma è libera"

Ci siamo. Il 4 giugno si avvicina e con esso l’avvio delle celebrazioni in occasione del settantenario della Liberazione di Roma dall’occupazione nazista.

Molte le iniziative che vedono coinvolta la nostra Associazione.

PASSEGGIATE

Sabato 7 e domenica 8 giugno 2014 organizzemo una serie di passeggiate in città alla scoperta dei luoghi che furono protagonisti di quei tristi mesi di occupazione.

Queste le passeggiate in programma:

Roma, sabato, 7 giugno, ore 10-00-13-00
Il quartiere universitario e San Lorenzo: i centri del potere e i luoghi della guerra

Roma, sabato, 7 giugno, ore 16,45-20,00
Dalla battaglia di Porta San Paolo all’arrivo degli alleati a Piazza Venezia

Roma, domenica, 8 giugno, ore 10,00-13,00
Nove mesi di occupazione nazista nel quartiere Ludovisi

Roma, domenica, 8 giugno, ore 10,00-12,00
Il Mausoleo delle Fosse Ardeatine a 70 anni dalla strage

Roma, domenica, 8 giugno, ore 18,00-20,00
APPasseggio nella “Storia” di Elsa Morante: San Lorenzo

Ulteriori informazioni e cedole di prenotazione disponibili sul nostro sito.

MOSTRA

Per celebrare questa ricorrenza, presso il Complesso Monumentale del Vittoriano è stata allestita una mostra dal titolo “4 giugno 1944. Roma è libera“, promossa da Roma Capitale in collaborazione con Istituto Luce  -  Cinecittà . La mostra sarà inaugurata il 4 giugno alle ore 17 da Ignazio Marino, sindaco di Roma, e sarà aperta al pubblico fino al 20 luglio. Gli organizzatori della mostra hanno inviato la nostra Associazione a curare il catalogo nelle persone di Stefania Ficacci e Maria Teresa Natale.

ITINERARIO STORICO-LETTERARIO SU RAI RADIO3

Mercoledì 4 giugno alle ore 22.50 Radio3 manderà in onda: La liberazione di Roma. Itinerario storico- letterario organizzato dall’Associazione culturale GoTellGo, a cura di Stefania Ficacci e Maria Teresa Natale (voce narrante Stefania Ficacci; letture di Francesca Gatto). Dal 5 giugno l’itinerario sarà riascoltabile e scaricabile dal sito di Radio3 dove sarà visibile anche un breve video illustrativo dei luoghi dell’itinerario.

TREKKING DELLA LIBERAZIONE

Roma, 15 giugno 2014, ore 9-13
Trekking della Liberazione
Da Tor Pignattara al Campidoglio

Nelle prime ore del pomeriggio del 4 giugno 1944 le truppe della 5a armata americana entrano a Roma attraverso la via Casilina. Fra la curiosità, lo stupore e la gioia degli abitanti della periferia romana meridionale, i soldati sfilano lungo la via attraversando il cuore del quartiere di Tor Pignattara. Alle 18 arrivano a Porta Maggiore: Roma è libera! La passeggiata vuole così ripercorrere quell’itinerario che i soldati americani fecero il 4 giugno di settant’anni fa, dalla periferia al Vittoriano, attraverso il racconto e il ricordo di coloro che quel giorno accolsero le truppe alleate.

Informazioni e cedola di prenotazione

Locandina

 

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