Dal Borghetto di Prato Falcone al Foro Italico: Nascita ed evoluzione della città  dello sport mussoliniana

L’itinerario, diviso in 20 punti d’interesse è da oggi disponibile su APPasseggio APP.

Palazzi del Borghetto di Palazzo FalconeSi parte dal Borghetto di Prato Falcone, il piccolo complesso edilizio nato alla fine degli anni Venti, probabilmente per volontà  di Edda Ciano Mussolini, che ne era la proprietaria; l’incarico edilizio fu affidato alla potente impresa di costruzioni Immobiliare. Nel giro di poco tempo, tuttavia, l’insediamento perse il piacevole carattere di elegante città -giardino, ed accolse le famiglie di sfollati romani, vittime dei bombardamenti.

Dal borghetto si raggiunge in un attimo l’area del Foro Italico.

Il Foro Mussolini in una mappa del 1942.Realizzato durante gli anni ’30 su progetti di Enrico Del Debbio e Luigi Walter Moretti (coadiuvati da una folta schiera di scultori, mosaicisti, decoratori in genere) il Foro Mussolini, ribattezzato Foro Italico dall’agosto 1943, immediatamente dopo la caduta del Fascismo, è il vasto complesso sportivo voluto dal Duce e destinato in origine alla sola preparazione degli insegnanti membri dell’Opera Nazionale Balilla. In breve, tuttavia, il progetto del Foro assunse i caratteri di una vera e propria città  dello sport, in cui la salute fisica (quasi in forma di vero e proprio culto del corpo) e l’educazione morale si fondevano in una mirabile sintesi, finalizzata di fatto all’indottrinamento secondo i valori della cultura fascista.

L’Accademia fascista di educazione fisica, l’obelisco marmoreo, i grandi Stadio dei Cipressi e Stadio delle Statue, la Casa delle Armi, sono solo alcuni degli edifici e dei monumenti che oggi, raggiunta la debita distanza storica, sono considerati a ragione fra i maggiori esempi di architettura razionalista in Italia.

La storia del Foro Italico prosegue anche dopo il Ventennio e dopo la fine della seconda guerra mondiale: a partire dal 1950, infatti, nuovi interventi coinvolgono il vero e proprio tessuto urbanistico che informa questa città dello sport, in vista delle Olimpiadi che nel 1960 vedranno protagonisti proprio questi spazi.

Per incuriosirvi e invogliarvi a una passeggiata virtuale o dal vivo, ecco qualche curiosità .

La Casa delle Armi o Palestra di scherma, realizzata fra 1933 e 1936 da Luigi Walter Moretti in un’area presso cui in origine era prevista la costruzione della Casa del Balilla Sperimentale, è un vero e proprio capolavoro dell’architettura razionalista italiana. La Casa è costituita da due parallelepipedi disposti a L e connessi da un corridoio aperto, a mo’ di passerella: il primo dei due blocchi ospitava in origine la Biblioteca, oggi è sede degli uffici del CONI; l’altro era appunto la Sala d’Armi, cioè la palestra di scherma, oggi occasionalmente sede di mostre. A partire dagli anni ’80 la Casa, da tempo dismessa da palestra, è stata utilizzata a lungo come aula bunker giudiziaria.

Mosaico parierale su uno dei muri esterni della Casa delle ArmiLungo uno dei muri esterni si staglia il bel mosaico realizzato contestualmente alla costruzione della Casa delle Armi, da un cartone di Angelo Canevari, autore di altri bozzetti per altre decorazioni del Foro Mussolini. Su un fondo dorato si staglia la figura più imponente, la Vittoria Littoria, seduta su un trono nell’atto di compiere il saluto romano con la destra, e con la sinistra impegnata a reggere un fascio. Proseguendo in senso orario, poco più in alto sta Icaro, e sotto di lui i due cavalli del Sole. Scorrendo si incontrano tre atleti colti in un momento di riposo, ed infine ancora una figura allegorica, ancora una volta seduta su uno scranno, il Genio Italico.

Il Palazzo delle Terme include l’Accademia di Musica, le Piscine coperte e la Palestra del Duce. L’architetto Costantino Costantini progettò l’edificio (1935-37), collocandolo alla sinistra del monolite, in posizione simmetrica rispetto all’Accademia di Educazione fisica di Del Debbio.

La piscina coperta del Foro MussoliniEntrando nell’edificio si ha un primo, magniloquente impatto con la luminosa Piscina coperta, decorata dai mosaici pavimentali di Giuseppe Rosso, e da quelli parietali di Angelo Canevari. Al primo piano stanno una piscina pensile per bambini, e la famosa Palestra del Duce, di Luigi Moretti (1936).

All’ingresso del Foro, all’inizio di quella che in epoca fascista si chiamava viale dell’Impero si innalza il monolite dedicato a Mussolini. L’obelisco, tagliato nel 1928 dalla cava di marmo di Carbonera nelle Alpi Apuane, è un unico blocco di 17 metri (compreso il dado basamentale, il monumento raggiunge l’altezza di 31,60 metri), sormontato da un pyramidion in bronzo laminato d’oro. L’imponente blocco fu trasportato a Roma per terra, per mare e per fiume fra grandi celebrazioni dal tono trionfalistico, che assunsero all’epoca il tono dell’epopea nazionale. Disegnato da Costantino Costantini (uno degli architetti coinvolti nella realizzazione del Foro Mussolini nel suo complesso), fu inaugurato il 4 novembre 1932.

Mosaici pavimentali a piazzale dell'ImperoSpostiamoci ora lungo piazzale dell’Impero. L’area fu sistemata nel 1936 su progetto di Luigi W. Moretti. Lungo il viale ben 22 parallelepipedi marmorei a sezione rettangolare, 11 per lato, recano incise le gesta del regime fascista scandendo (a partire dal primo pilastro sulla sinistra) le tappe della storia d’Italia dal 1915 (la Grande Guerra) al 1936 (la conquista d’Etiopia), in un percorso celebrativo delle imprese belliche nazionali e del regime che raggiunge l’apoteosi con la pù clamorosa delle conquiste coloniali, appunto quella dell’Etiopia nel 36. Altre due coppie di pilastri posti alle estremità  del viale e perpendicolari agli altri chiudono le due schiere commemorative. Al centro del viale la piattaforma marmorea lunga 88 m, sopraelevata di tre gradini, era destinata ad accogliere le autorità  durante le manifestazioni, a mo’ di podio. Accanto alla celebrazione storica sta la glorificazione dei valori sportivi illustrata dal tappeto musivo che lastrica il viale. I mosaici furono ideati, tra gli altri, da artisti del calibro di Gino Severini, Angelo Canevari, Achille Capizzano e Giulio Rosso, e realizzati dalla scuola dei mosaicisti del Friuli (fondata nel 1922 a Spilimbergo, PN), coadiuvati da 300 allievi dell’Accademia di Educazione Fisica, fra 1934 e 1938.

Fontana della SferaSullo sfondo del Piazzale dell’Impero, campeggia la Fontana della Sfera. Nel 1933 gli architetti romani Mario Paniconi e Giulio Pediconi collocano al centro di un piazzale rotondo, e in asse con l’obelisco, la grande sfera marmorea monolitica (3 metri di diametro, 42 tonnellate di peso), posta sopra un blocco marmoreo squadrato a sua volta collocato al centro di una vasca circolare. Un anello pù ampio, che cinge la base su cui poggia la sfera, presenta la pavimentazione musiva a figure nere su fondo bianco (disegno di Giulio Rosso).

Stadio dei MarmiLo Stadio delle Statue, subito ribattezzato Stadio dei marmi fu progettato da Enrico Del Debbio quale logica continuazione della prospiciente Accademia fascista di Educazione fisica: l’Accademia era il luogo dello studio teorico e lo Stadio quello dell’applicazione pratica di quanto appena appreso. Lo Stadio è completamente interrato: tutta l’area del Foro, infatti, fu innalzata gettando almeno due milioni di metri cubi di materiali (fra terra e detriti) risultanti dagli sventramenti operati all’epoca nel centro città . La quota artificiale supera di cinque metri il livello naturale del terreno. Nel 2014 è stato intitolato a Pietro Mennea.

Per conoscere tutti i punti d’interesse:

SCARICA IL ROADBOOK (PDF, 614 kb)

Codice itinerario: 0051
Regione: Lazio
Provincia: Lazio
Comune: Roma
Partenza e arrivo: Ponte della Musica
Coordinate partenza:  41.856667°, 12.510278°
Lunghezza totale (km): circa 4 km
Tempo di percorrenza: 2,5 ore
Autori: APPasseggio (Chiara Morabito, Maria Teresa Natale)

La nostra Associazione organizza passeggiate sul tema di quest’itnerario. Per informazioni, scriveteci all’indirizzo: appasseggio@gmail.com.

 

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