In viaggio sul treno di papa Pio IX

L’originaria Sala Caldaie n. 2 della Centrale Montemartini – oggi museo – è diventata dal 2016 la Sala del treno di Pio IX, poiché appunto accoglie un cimelio, non antico ma comunque di indubbio pregio: i vagoni del treno pontificio, un originale e bel convoglio, certamente unico nel suo genere. Scopriamone la storia.

Il treno di Pio IX nella Sala Caldaie n. 2 della Centrale Montemartini [Foto: Associazione culturale GoTellGo / Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Il treno di Pio IX nella Sala Caldaie n. 2 della Centrale Montemartini
Accanto alle le turbolenze politiche dei fatti della Repubblica Romana del 1849 e del fatidico 1870, Pio IX Mastai Ferretti, pontefice fra il 1846 e il 1878, provvide al risanamento della città dotandola di nuove istituzioni a carattere assistenziale (scuole, asili, nuovi quartieri operai) e di infrastrutture. E fra queste ultime ecco prendere forma stazioni e tratte ferroviarie, le stesse fra l’altro che ancora oggi servono la nostra città, dalla Stazione Termini alla linea Roma-Civitavecchia per citarne un paio. E anche Sua Santità voleva muoversi e viaggiare, e pertanto nel 1858 le due società ferroviarie pontificie Pio Centrale e Pio Latina commissionarono a ditte francesi un treno speciale, esclusivamente papale.

I prestigiosi vagoni furono inaugurati nel 1859, e da quel momento in poi Pio IX avrebbe effettuato diversi viaggi sul lussuoso treno, in uso fino al fatidico 1870 quando l’inevitabile restringimento dei confini territoriali e politici del potere papale imporrà una drastica riduzione della politica pontificia di sviluppo infrastrutturale della città, spostandone le competenze alle nuove autorità comunali. Tuttavia la storia delle ferrovie pontificie non finisce qui, poiché ad ulteriori sviluppi si assisterà negli anni Trenta del XX secolo. Ma torniamo per ora ai vagoni del treno di papa Mastai.

Una volta dismessi, i vagoni vennero prima depositati a Civitavecchia, poi presentati all’Esposizione Internazionale del 1911, quindi ceduti al Comune nel 1930 e collocati presso il Museo di Roma (all’epoca sito in via dei Cerchi, oggi in Palazzo Braschi), e infine spostati nella vecchia Sala Caldaie n. 2 della Centrale Montemartini. Saliamo dunque anche noi sul treno e attraversiamolo vagone per vagone.

Montiamo sul primo, il più lussuoso e articolato in quanto “vagone-cappella”: un piccolo vestibolo conduce a quello che appare come un vero e proprio appartamento privato dotato di oratorio, camera da letto e toeletta; importanti artisti francesi dell’epoca attesero alle decorazioni, una schiera di scultori, orafi, tappezzieri, ebanisti e pittori che ritrassero soggetti naturalmente di carattere sacro, dando lustro e solennità a questo ambiente davvero unico.

Il treno di Pio IX alla Centrale Montemartini [Foto: Associazione culturale GoTellGo / Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Il treno di Pio IX alla Centrale Montemartini
Attraversiamo poi una pedana dalla funzione di predella di raccordo, coperta da una tettoia e protetta ai due lati da ringhiere in ferro battuto ben lavorato, e saliamo sul secondo vagone, quello centrale, la cosiddetta “balconata”. Si tratta di una vera e propria “loggia mobile delle benedizioni”, aperta su entrambi i lati, i cui affacci sono scanditi da colonnine tortili dorate e da sontuosi tendaggi in velluto azzurro. Il coronamento esterno superiore è costituito da un cornicione riccamente lavorato e dorato anch’esso; la volta all’interno del soffitto è decorata da un finto velario cosparso di stelle e il resto del vagone è impreziosito da dorature e tendaggi in velluto, che all’uopo possono anche essere stesi e chiudere la balaustra.

Il treno di Pio IX alla Centrale Montemartini [Foto: Associazione culturale GoTellGo / Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Il treno di Pio IX alla Centrale Montemartini [Foto: Associazione culturale GoTellGo / Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Ed infine montiamo sul terzo e ultimo vagone, la “Sala del trono” alla quale è annesso un piccolo appartamento privato del papa composto da un primo vestibolo, una camera da letto e un gabinetto. Lungo la fiancata interna del vagone sono disposti due canapè considerevoli per dimensioni e decorazioni, tutte naturalmente di tema pontificio (stemmi Mastai ed insegne papali).

Ovunque, infine, e uniformemente distribuiti, i colori dello Stato vaticano, bianco e giallo, qui impreziositi da dorature e da filamenti di argento, ad adornare tappezzerie di pareti,  canapè e tendaggi; lo stemma inquartato di Pio IX punteggia qua e là i numerosi angoli e superfici del treno.

[Chiara Morabito]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.