Inaugurata ieri al Vittoriano la mostra “Roma verso la libertà” in occasione del settantenario della Liberazione

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Le curatrici del catalogo, Stefania Ficacci e Maria Teresa Natale, accompagnano il Sindaco Ignazio Marino durante l’inaugurazione della mostra.

Raccontare la città  proponendo sette percorsi, che si snodano fra centro e periferia e che lasciano emergere luoghi noti e altri meno conosciuti o del tutto inediti, per immaginare, anche reinterpretandolo, il tessuto urbano di Roma a settant’anni dalla liberazione della capitale dal nazifascismo. L’allestimento della mostra inaugurata ieri 4 giugno 2014 presso il Vittoriano a Roma e aperta sino al prossimo 20 luglio, vuole quindi proporre nuove interpretazioni e differenti chiavi di lettura della città  fra occupazione e liberazione, soprattutto alla luce di un rinnovato interesse per lo spazio urbano che gli studiosi hanno dimostrato in questi ultimi venti anni, anche grazie a un maggiore confronto fra Roma e le altre capitali europee.

I luoghi e i percorsi proposti sono dunque il prodotto di un’attenta selezione dei risultati offerti dalla ricerca storiografica, antropologica e geografica emersi in questi ultimi venti anni. Ci si è rivolti a ricerche del tutto inedite, che hanno scandagliato luoghi e spazi della città  fino a questo momento quasi del tutto sconosciuti come nel caso dei quartieri della periferia storica o che hanno saputo fornire una rilettura, alla luce di nuove fonti, di episodi conosciuti e luoghi assai noti di Roma.

Dopotutto, la ripresa di pubblicazioni e di allestimenti e la produzione di documentari e programmi televisivi sul periodo della seconda guerra mondiale e, soprattutto, della liberazione dal nazifascismo dell’Europa, è anche la conseguenza di una improvvisa ripresa dell’interesse del pubblico verso questi temi, tra i quali anche Roma in guerra. Questa nuova attenzione è forse il riconoscimento da parte dei romani di abitare una città  in continua evoluzione, in cui le sue caratteristiche di scrigno antico sono oggi da leggere all’interno di un contesto urbano su cui lo sviluppo moderno ha agito con risultati ormai evidenti.

Per questo l’invito a rileggere la città  nei nove mesi di occupazione nazifascista e nella prospettiva della liberazione dagli occupanti diventa anche un pretesto per capire quale ruolo Roma abbia assunto nel passaggio dal regime fascista alla democrazia, ponendo attenzione al suo processo, sempre in evoluzione, di definizione di capitale e di metropoli moderna.

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