Mingalabar Myanmar: istruzioni per la sopravvivenza nella ex Birmania

Diciassette giorni di avventure in Myanmar a piedi, in pulmino, in barca, in carrozzella, in treno, in tuk tuk.

Una vacanza piacevole, divertente e tutto sommato facile, in un paese vario, bello e interessante, con una popolazione onesta, mediamente povera, ma sempre sorridente.

Dedicheremo una serie di post dedicati a questo viaggio intrapreso tra il 19 ottobre e il 4 novembre 2018 in Myanmar da otto signore non proprio giovanissime. In questo primo articolo desideriamo fornire una serie di informazioni utili a coloro che volessero intraprendere un viaggio nella ex Birmania.

Acqua
E’ assolutamente sconsigliato bere l’acqua corrente e ordinare bevande con il ghiaccio. In tutti gli alberghi vengono fornite bottigliette d’acqua gratuite. In tutto il paese è molto facile acquistare acqua in bottiglia, a prezzi modicissimi.

Elettricità

Buone notizie! Nonostante le prese siano diverse dalle nostre, le spine a due poli usate in Italia e le Siemens non hanno bisogno di adattatore. L’adattatore serve solo per le spine a tre poli.

Spesso la corrente elettrica salta, soprattutto in caso di maltempo. Si consiglia di portate delle torce sia in caso di blackout sia per la visita di monumenti piuttosto bui.

Telefono e Internet

Si consiglia di portare almeno un secondo telefono a uso del gruppo nel quale inserire una SIM locale dai costi molto modici da utilizzare quando si devono chiamare numeri locali (la SIM può essere acquistata in una delle rivendite all’uscita dall’aeroporto di Yangon). In genere, in tutti gli alberghi è disponibile il WI-FI, anche se non sempre efficiente a tutte le ore.

Lingua

La lingua ufficiale del Myanmar è il birmano, la scrittura è particolarissima in quanto tutte le lettere dell’alfabeto sono rotonde. Sembra che tale caratteristica derivi dalla necessità nei tempi antichi di scrivere sulle foglie di palma, più consone a queste forme.

Nelle città più grandi e negli alberghi è facile incontrare locali che parlano inglese, anche se con un accento spesso di non facile comprensione. In ogni caso, chiunque, pur non parlando inglese, si fa in quattro per farsi capire e aiutare il viaggiatore.

Personalmente, abbiamo imparato solo quattro parole in birmano che abbiamo utilizzato molto spesso: “mingalabàr” (ciao), “iedan bu” (bottiglia d’acqua), “gesudemare” (grazie molte) e “tatà” (arrivederci). [n.d.r.: la traslitterazione è nostra, ma ci capivano!]

Valuta e cambio

La valuta ufficiale del Myanmar è il kiat (codice: MMK). Nei mercati, nei ristoranti e talvolta anche nei piccoli alberghi viene accettata solo la valuta locale. Negli alberghi e nei negozi più grandi vengono anche accettati dollari, purché non stropicciati e assolutamente senza scritte. Non bisogna meravigliarsi: le banche non accettano banconote imperfette. Gli euro vengono accettati solo nei grandi alberghi, Le carte di credito non sono quasi mai accettate.

Il cambio migliore viene effettuato nelle agenzie dell’aeroporto di Yangon. Nelle città più grandi esistono uffici di cambio. Non è consigliato cambiare alla borsa nera.

Acquisti

Mercati, mercatini e bancarelle sono onnipresenti. Tranne che nei luoghi più affollati, in generale il turista non viene assalito dai venditori. In genere si contratta, il venditore fa un’offerta, l’acquirente fa una controfferta fino a raggiungere un’intesa per la soddisfazione di entrambe le parti. Sebbene alcuni oggetti di artigianato siano presenti in tutto il Myanmar, se vedete un oggetto che vi piace e che rientra nel vostro budget acquistatelo. Potreste non trovarlo da altre parti.

Mance

Le mance (tips) non sono obbligatorie ma gradite. È opportuno lasciare qualce centinaio di kiat a chi vi fa entrare in un monumento, alle cameriere e ai facchini degli alberghi, al personale dei bagni pubblici. Ai conducenti dei pulmini si lasciano dai 5 ai 10 dollari al giorno, alla guida turistica dai 10 ai 20 dollari al giorno di mancia.

Talvolta, soprattutto le donne, sono molto felici se si offrono loro rossetti o cosmetici.

Toilette

I servizi pubblici sono numerosi in tutto il paese, sia all’europea sia alla turca. Anche se molto semplici, in generale sono piuttosto puliti.

Strade

Le strade sono piuttosto malconce e spesso affollate di venditori, carretti, motorini, camioncino. Esiste un’autostrada centrale da Yangon a Mandalay molto poco trafficata, dove la massima velocità oraria consentita è 100 km orari. All’incirca ogni 40 miglia è presente un rest camp, alternativa birmana delle nostre stazioni di servizio con ristoranti, caffe e bancarelle di ogni tipo.

Trasporti

Personalmente nel nostro viaggio abbiamo preferito non utilizzare voli interni, ma attraversare il Myanmar in pulmino con conducente. Per raggiungere Bagan da Mandalay abbiamo utilizzato un traghetto che parte dal porto di Mandalay alle 7 del mattino e raggiunge Bagan alle 16,30 del pomeriggio. Fino a pochi anni fa esisteva un affascinante traghetto per locali che si fermava a ogni villaggio, oggi sono disponibili solo imbarcazioni per il trasporto dei turisti.

Quando avevamo bisogno di trasporti locali, abbiamo utilizzato taxi (si può contrattare per viaggio di andata e ritorno, inclusa l’attesa in loco dell’autista), carrozzelle, tuk tuk (una sorta di apette) e barchette.

Cibo

La cucina birmana è fatta di un misto di sapori: dolci, amari, speziati, salati, combinati tra loro in ogni pasto.

I menu sono quasi sempre bilingui in birmano e inglese. E’ bene però sapere che per tempura si intende “fritto”, steamed significa “al vapore” e grilled vuol dire “cotto in padella” e non grigliato come ci si aspetterebbe.

Dovunque è quasi sempre disponibile un’ampia scelta di zuppe e pietanze a base di verdure, pollo, manzo, maiale e pesce, spesso conditi con curry e affiancati dall’immancabile riso.

La frutta di stagione è sempre abbondante. A fine ottobre abbiamo trovato ananas, papaya, angurie, meloni bianchi, mele, dragon fruits, cachi, melograni. I succhi di frutta (al 100%) sono deliziosi.

I ristoratori sono abituati a clienti che chiedono pietanze no spicy (non piccanti).

Negli alberghi in genere le colazioni sono eccellenti, sia per i locali che per gli stranieri.

Fotografie

I birmani amano essere fotografati senza chiedere mance e amano a loro volta farsi fotografare insieme ai turisti. Si eviti comunque di fotografarli in momenti intimi come per esempio quando si lavano alle fontane.

Animali

Ovunque si incontrano animali domestici: maiali, buoi, bufali, cavalli. Gatti e cani sono onnipresenti. In particolare, è facile incontrare branchi di cani randagi che in genere non sono aggressivi. Si consiglia di non inoltrarsi da soli, senza guida, nelle campagne o nelle foreste perché il Myanmar è un paese ricco di serpenti velenosi. Negli alberghi, anche i più lussuosi, non è raro imbattersi in qualche scarafaggio. Ciò non è dovuto a scarsa pulizia ma al clima umido e a un sistema fognario inadeguato che ne favorisce la proliferazione.

Cura del corpo

In genere in tutti i centri è facile trovare parrucchieri e centri massaggi locali che offrono i propri servizi anche ai turisti (massaggi completi, alle gambe, manicure, pedicure ecc). Le tariffe sono molto modiche risposte alle spa degli alberghi e i servizi eccellenti.

Ingresso nei templi e nelle aree sacre

È assolutamente tassativo entrare senza scarpe e calzini e con le gambe e le spalle coperte. Se ci si siede all’interno di una pagoda, i piedi non devono mai essere rivolti verso il Buddha. In alcuni monumenti (per esempio nelle Grotte di Pindaya) è necessario il pagamento di una piccola imposta per chi utilizza la macchina fotografica, mentre invece fotografare con il cellulare è sempre gratuito.

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