Targa di ringraziamento alla Madonna del Divino Amore

Targa di ringraziamento alla Madonna
  • Codice: 00543
  • Regione: Lazio
  • Provincia: Roma
  • Comune: Roma
  • LocalitÓ/quartiere: San Lorenzo
  • Localizzazione specifica: Via dei Ramni 2a, androne d'ingresso
  • Tipo: POI devozionale
  • Coordinate geografiche: 41.8993º N 12.5115º E

Abstract

Collocata nell'androne d'ingresso a uno dei complessi abitativi dei ferrovieri. La Madonna del Divino Amore è l'immagine di Maria più cara al cuore dei romani, considerata come salvatrice della città di Roma per averla preservata dalla distruzione completa.

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Targa di ringraziamento alla Madonna

L'immagine di Maria più cara al cuore dei romani è la Madonna del Divino Amore di Castel di Leva. Nella primavera del 1740 un pellegrino diretto a Roma, nei pressi di un cascinale sulla via Ardeatina fu assalito da un branco di cani randagi. Cominciò a correre disperatamente per trovare un rifugio e giunto presso una torre diroccata dell’antico Castel di Leva vide l'effige della Madonna dipinta sull’arco e la invocò con un grido: "Madonna mia, fammi la grazia!". Una forza invisibile frenò l'impeto dei cani che si dispersero per la campagna e l'uomo fu salvo.
Rapida e grandiosa fu la diffusione della devozione in questo nuovo luogo di misericordia per la Madre di Dio e degli uomini a cui fu attribuito il titolo di Madonna del Divino Amore.
Si costruì subito una chiesa per dare dimora al venerato affresco. Da allora ebbero inizio i pellegrinaggi popolari divenuti sempre più numerosi e che continuano ai giorni nostri con il più noto che è quello notturno che si svolge a Roma ogni sabato, a piedi, da Porta San Sebastiano coprendo una distanza di 15 chilometri.
Conseguentemente sono state collocate nei quartieri romani molte edicole con riprodotta l’immagine della Madonna del Divino Amore, tra le quali rimane famosa quella effigiata sul muro del Castro Pretorio sul viale del Policlinico dove - si tramanda - un gruppo di persone, durante un mitragliamento di aerei americani nel periodo bellico, invocando la protezione della Madonna si salvò addossandosi al muro.
L'avvenimento che più ha rafforzato la devozione dei romani alla Madonna del Divino Amore risale al giugno 1944.
Dopo che, all'indomani dell'8 settembre 1943 la zona del Santuario era stata bombardata, l'icona della Madonna fu portata a Roma il 24 gennaio 1944, Accolta trionfalmente in città dal popolo, l'immagine viene dapprima portata nella chiesetta della Madonna del Divino Amore, che si trova nei pressi di piazza Fontanella Borghese, ma in maggio, dato l'enorme afflusso di fedeli, viene trasferita in San Lorenzo in Lucina.
Papa Pio IX, vista l'imminenza della battaglia per la conquista di Roma tra i nazisti e gli Alleati, invita solennemente i romani a pregare per la salvezza della città durante l'ottavario della Pentecoste e la novena della Madonna del Divino Amore, iniziate quell'anno il 28 maggio 1944, L'affluenza a San Lorenzo in Lucina in quei giorni aumenta così tanto (il giornale La Civiltà Cattolica riferisce di 15.000 comunioni distribuite quotidianamente) che si è costretti a trasferire l'immagine della Madonna nella più ampia di Sant’Ignazio, Il 4 giugno, lo stesso giorno in cui termina l'ottavario, si decide la sorte di Roma. Alle 18 nella chiesa gremitissima di Sant'Ignazio viene letto il testo del voto dei romani alla Madonna del Divino Amore affinché la città venga risparmiata dalla distruzione della guerra. I fedeli promettono di correggere la propria condotta morale, di erigere un nuovo Santuario e di realizzare un'opera di carità a Castel di Leva. Il voto viene espresso in gran fretta, per via del coprifuoco che sarebbe scattato alle 19. A leggere il voto, in luogo del Papa (impossibilitato a lasciare il Vaticano per il pericolo della deportazione), è il camerlengo dei parroci, padre Gremigni. Quella stessa sera i tedeschi lasciano la città e le truppe alleate fanno il loro ingresso trionfale in città. L'11 giugno, come per oltre quattro mesi avevano fatto migliaia di romani, papa Pio XII può recarsi nella chiesa di Sant'Ignazio e celebrare una messa di ringraziamento alla Madonna del Divino Amore cui viene dato il titolo di Salvatrice dell'Urbe. Durante l'omelia il Pontefice disse: "Noi oggi siamo qui non solo per chiederLe i suoi celesti favori, ma innanzitutto per ringraziarLa di ciò che è accaduto, contro le umane previsioni, nel supremo interesse della Città eterna e dei suoi abitanti. La nostra Madre Immacolata ancora una volta ha salvato Roma da gravissimi imminenti pericoli; Ella ha ispirato, a chi ne aveva in mano la sorte, particolari sensi di riverenza e di moderazione; onde, nel mutare degli eventi, e pur in mezzo all'immane conflitto, siamo stati testimoni di una incolumità, che ci deve riempire l'animo di tenera gratitudine verso Dio e la sua purissima Madre."
[Wikipedia]