Piazza Santa Maria Liberatrice

Piazza Santa Maria Liberatrice
  • Codice: 00173
  • Regione: Lazio
  • Provincia: Roma
  • Comune: Roma
  • LocalitÓ/quartiere: Testaccio
  • Localizzazione specifica: Piazza Santa Maria Liberatrice
  • Tipo: POI urbanistico
  • Coordinate geografiche: 41.879990º N 12.474680º E

Abstract

Tipica piazza di quartiere, già denominata piazza dell'Industria, cambiò nome nel 1927.

Descrizione

Di forma triangolare, si articola in tre aree, due di forma circolare e una ellittica con un anfiteatro a gradoni. Nell'area più grande è stato allestito un parco giochi, circondato da una ringhiera decorata con figure di ballerine. La passeggiata centrale è illuminata da lampioncini a candelabro.
Dal punto di vista vegetazionale, la piazza è dominata da ippocastani, lecci ad alto fusto, pini domestici, aceri.
Al centro della piazza campeggia un monumento ai caduti della guerra 1915-1918, decorato nella parte inferiore con rilievi della lupa con i gemelli.
Il giardino è stato intitolato alla famiglia Di Consiglio, trucidata alle Fosse Ardeatine: I Di Consiglio, piccoli commercianti di Testaccio (ambulanti e macellai) erano sei: "un ragazzo di sedici anni, uno di diciassette, uni di diciannove, uno di ventuno, il padre, il nonno", che si chiamava Mosè, ed era nato nel 1870.

Un ruolo fondamentale nel quartiere venne svolto da Domenico Orano, consigliere comunale socialista della giunta Nathan, che si batté contro l'isolamento di Testaccio e promosse numerose iniziative per il miglioramento della qualità di vita dei testaccini, l'educazione dei bambini e dei giovani, il lavoro professionale femminile, il risanamento igienico e sanitario. Fondò nel quartiere 20 istituzioni educative e assistenziali per tentare di colmare il vuoto di servizi nel territorio e strappare i ragazzi alla strada e all'ambiente familiare degradato. I maschi venivano educati allo sport, ad attività che stimolavano la competività, alla musica ai fini di costituire delle bande musicali; le ragazze invece venivano introdotte al canto, all'educazione domestica e al cucito.
Orano lavorò a numerosi progetti per trasformare il quartiere-dormitorio in uno spazio sociale, in un periodo in cui il governo Giolitti aveva fatto approvare una legge speciale su Roma capitale.
Fu protagonista dell’istituzione del Comitato per il miglioramento economico e sociale del quartiere, che grazie a una serie di alleanze e relazioni con partiti politici, cooperative, società assistenziali di zona riuscì a far sentire la propria voce e ottenere importanti risultati.
Si batté per la realizzazione di uno spazio finalizzato alla socializzazione in piazza Mastro Giorgio (oggi piazza Testaccio), appoggiò la costruzione di un lavatoio pubblico nell’area di proprietà comunale di Via Zabaglia e della Scuola De Amicis in via Galvani e promosse l’apertura di una farmacia notturna. la messa in opera di un doppio binario del tram, l'istituzione di una biblioteca popolare e di un cinematografo educativo.
Lottò contro il progetto di costruzione di casette provvisorie per i 5000 poveracci che vivevano nel cosiddetto "villaggio abissino", fatto di baraccati lungo le sponde del Tevere.
Ebbe grande influenza nell'ambito dell'Istituto romano per le case popolari, fondato nel 1903 dalla Giunta Nathan per spezzare la spirale speculativa e far sì che le case venissero acquistate da enti pubblici per destinarle a uso collettivo, rompendo così il monopolio dei proprietari dei terreni e delle abitazioni esistenti.

Elenco Risorse Digitali disponibili nell'App

Piazza Santa Maria Liberatrice (voce: Massimo Papari)
Domenico Orano e la rete assistenziale laica (voce: Massimo Papari)
La scuola di stiro, cucito e ricamo ai primi del Novecento (da: Testaccio: dove batte più forte er core dei Romani, a cura di Roberto Lucignani, Roma: Gangemi, 2009)
Foto di gruppo presso l'Educatorio Roma ai primi dei Novecento (da: Testaccio: dove batte più forte er core dei Romani, a cura di Roberto Lucignani, Roma: Gangemi, 2009)
Il ricreatorio dei bambini presso l'Educatorio Roma ai primi del Novecento (da: Testaccio: dove batte più forte er core dei Romani, a cura di Roberto Lucignani, Roma: Gangemi, 2009)
Il ricrearorio femminile Anita Garibaldi ai primi del Novecento (da: Testaccio: dove batte più forte er core dei Romani, a cura di Roberto Lucignani, Roma: Gangemi, 2009)