Complesso abitativo Marotti

Via Bodoni 6
  • Codice: 00191
  • Regione: Lazio
  • Provincia: Roma
  • Comune: Roma
  • LocalitÓ/quartiere: Testaccio
  • Localizzazione specifica: Via Giovanni Battista Bodoni 6
  • Tipo: POI architettonico
  • Coordinate geografiche: 41.880110º N 12.477570º E
  • Altitudine: 16 m

Abstract

Tipico lotto realizzato dalla ditta Marotti tra il 1883 e il 1907. A differenza del complesso al civico 169 di via Marmorata, gli altri complessi abitativi realizzati dalla ditta Marotti erano chiusi, ricalcavano i limiti del lotto, avevano il cortile interno molto ridotto e appartamenti di uno, due o tre vani passanti. In alcuni casi il cortile centrale veniva occupato da un blocco abitativo a croce, originante a sua volta in quattro microcortili, unica fonte di luce per gli appartamenti interni.

Descrizione

Gli anni di fine Ottocento e inizi Novecento sono molto duri per gli 8000 abitanti di Testaccio, costretti a vivere in case dormitorio, prive di gas ed elettricità, in un quartiere in cui molte strade ancora non erano selciate e mancavano scuole, ambulatori, lavatoi, aree di socializzazione.
All’epoca nella zona, ancora scarsamente edificata, vi erano un carcere militare (dove oggi si colloca la Caserma dei Pompieri), il Mattatoio, pochi edifici statali e religiosi e moltissime osterie per il consumo di alcolici. Un 5% della popolazione viveva in baracche fatiscenti lungo il greto del fiume, chiamate "Villaggio abissino".

Domenico Orano, nel suo libro 'Come vive il popolo a Roma. Saggio demografico sul quartiere Testaccio', edito nel 1912, racconta: "Non uno dei casamenti rispetta al Testaccio le disposizione regolamentari sull’igiene... Rilevai la dura condizione delle 402 famiglie che dormono nelle cucine, spesso i vani più piccoli della casa, di due metri di larghezza per tre di lunghezza: un quarto quasi delle famiglie dell’intero quartiere.... E naturalmente la cucina che dovrebbe essere il vano più pulito della casa diviene, meno rarissime eccezioni, una specie di immondezzaio, tutta ingombra di letti e di oggetti..., nido spesso di infiniti animali che escono ed entrano indisturbati dal condotto dell’acquaio, o che passeggiano liberamente sul pavimento, quando non formano delle grandi macchie nere agli angoli delle pareti... Il sudiciume è il vero sovrano... dà un'aria mefitica agli ambienti che s’acuisce al tramonto, quando le finestre si chiudono, per lo sprigionamento dei gas dei lumi a petrolio o a olio... E queste emanazioni sono ancor poca cosa al confronto con quelle dei cessi, questo eterno scoglio dell’igiene, sempre collocati nell’interno delle abitazioni e spesso formati da un angolo nel vano ove è la cucina... Solo il più delle volte impraticabili, semioscuri e con deficienza assoluta di acqua... Ov'è il subaffitto, i bisogni corporali vengono soddisfatti entro le stesse camere da letto e sovente non essendo possibile attraversare i vani occupati da altre famiglie, per recarsi alla latrina, tutta notte ha luogo l'evaporazione mefitica... Vidi letti nelle cucine, nei corridoi d’ingresso, nei passetti, negli anditi che comunicano coi cessi, nei cessi stessi..."

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Vivere a Testaccio ai primi del Novecento (voce: Massimo Papari)